Luca

Avvertenza e note introduttive:

 

– Qualsiasi riferimento a cose, fatti, persone e luoghi è di fantasia –

 

Fanno eccezione, pur non nella sequenza in cui vengono immaginate, i nomi delle strade e le marche degli oggetti di marca.

 

Indossando segni e nomi si evita spesso di dare segni e nomi a coloro che circondano il nostro spendere per il mondo. Il racconto che state per leggere è infatti una storia consumista, una pubblicità ambulante dell’essenza e dell’apparenza che non inganna ma approfondendo la realtà, in un divenire peripatetico dell’acquisto, gioca il tiro alla povertà della ripetitività ossessiva della ricerca di ciò che non si compra con il denaro ma con la vita. Si riconosce la dignità di un lavoro irriconducibile al normale svolgersi delle ore e la normalità di un paese che si sviluppa in lungo e largo per il mondo attraversando vicoli stretti e strade brevissime nella velocità della finta conquista ad offerta. Diario di pochi giorni di vita di un lavoro di collaborazione vuol essere contemporaneamente il segno della mercenarietà del bisognoso di denaro e il rigore morale dell’amante del viaggio e del vizio come manifestazione di alterità, rispetto alle difficoltà del luogo nel quale vivere e alla benevolenza dei sipari da aprire per apparire, vendere, comprare, scomparire. Cercando l’eccesso, l’indifferenza, ogni credenza del pagamento viene azzerata dal costo di qualcosa d’altro che è intorno a quel che si sta comprando, quasi il vero mestiere non sia il vendere ma il saper comprare senza badare al venditore, pregustando il futuro ulteriore acquisto. Ed emerge chiaramente la psicosi del non mangiare ma rimuginare cibi viziosi in un tentativo del raggiungimento della mai certificata cirrosi bukowskiana, l’assoluta necessità di cercare la risposta alla sempre nuova domanda d’insoddisfazione blowing the wind. Un cittadino bruciante e mai bruciato, un amante tanto sbrigativo quanto mai brutale. Un promesso sposo di nessuno che perde di vista il percorso ritrovandolo costantemente. Un eroe, insomma, di qualsiasi multinazionale, eccezion fatta per i supermercati nei quali cerco di non entrare mai. Questo appare e questo è il protagonista fin troppo antagonista di se stesso che anima il racconto, e questo racconto, vi assicuro senza nessuno sconto alla vostra immaginazione, è pura finzione. Nessuna ispirazione è alla base di quel che state per leggere, tutto nasce infatti come blog scacciapensieri nella rete, con lo scrivere dei giorni divenne il diario fantastico di un gruppo di amici e colleghi che partecipavano al dibattito sulla globalizzazione delle abitudini alimentari e sulla malìa del vivere che lasciava Fabrizio de Andrè andandosene proprio quando iniziavano a venire queste parole, ancora oggi troppo gelate per sciogliersi al sole. Un grazie particolare allo skipper che al timone dello yacht fa rotta verso Cuba, passeremo il triangolo delle Bermuda.

J.M., Antille francesi, 8 Maggio 2003

 

 

Un pensiero riguardo “Luca

  1. l’ho vista la poesia di alda!
    Ma chi è Luca?

    Ciaoooooooooooooo e buon week-end! @lbe

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