Domenica in tarda mattinata, Città, Moda mare

Il lavoro da finire, vaffanculo. Una sola telefonata e anche la Domenica non è sprecata, che lavoro del cazzo. Esco di casa compro il giornale faccio colazione, litigo con un passante insulto una ragazza compro un altro giornale, due pacchetti di Marlboro morbide caramelle senza zucchero, metto due cucchiaini di zucchero nel cappuccino scuro, torno e riesco di casa con la Mini. Alessio dorme ormai da troppo tempo e due strisce per iniziare la giornata non me le nego. Apro il tetto, darò in culo a Lucia ed ai suoi lettini, e andando a prendere il sole al mare. Che città del cazzo, con una costa meravigliosa ma del cazzo. Porto un costume D&G ed una T-shirt Rietveld nero e crema. I sandali sono vecchi, Clark: sono necessari per non essere notati dalle bambine con famigliola che si guardano intorno, con il viso pulito, timorose che i genitori capiscano cosa fanno la notte alla prima carezza sulla nuca, vaffanculo. Dopo abbondanti dosi di Carita 10 sulla pelle la rimetto nella borsa Longchamps, riprendo la Mini riapro il tetto. Rincorso da uno stronzo su BMW, dopo averlo insultato uscendo dal tetto per tre semafori, mi rendo conto che è Fabrizio Nonricordocome quindi lo sperono, gli distruggo il parabrezza con la mazza da baseball che prudentemente Alessio mette in macchina e, soprattutto, scappo. Arrivo a casa dopo aver lasciato la macchina davanti al carrozziere e trovo Alessio in boxer Celio* (*tout sauf l’ennui) che prepara una tisana al Ginseng e mirtilli per sostituire i miei cocaina e Valium. Non ce la farà a resistere alla meraviglia che tirerò fuori dal doppio fondo de "Il maestro e Margherita" di Bulgakov (come se ne esistesse un altro). Non resiste e si convince facilmente che speronare Fabrizio fosse cosa necessaria per la mia sopravvivenza, quattro strisce rosa pallido gli tolgono ogni dubbio sulla necessità di andare al più presto da Lucia: ne uscirà rinato. Me ne sono andato. Spuntino al Brek, mi dirigo a piedi verso il Pantheon, saluto da Amore e Psiche e mi lascio convincere a prendere l’ultimo di Baricco che prontamente cederò a Mariagrazia. Citofono in Vicolo della torretta che il sole del pomeriggio rende simpatici anche i Poliziotti, ma il sole calerà e questa rimarrà una città del cazzo, la più bella, di un mondo del cazzo. Scende: le cedo il libro pieno di informazioni e ci dirigiamo con un SH 50 vecchio modello verso Ottaviano, da Marco all’Alboran per l’aperitivo. Stark si tirerebbe una sega qui dentro, soprattutto notando l’abbondanza degli aperitivi accompagnati da frutti periferici. A quello che sarebbe dovuto essere il mio tavolino ci sono già Giorgia Giulia e Comecazzosichiama con grandi tette, tutte omosessuali e con una cifra di cazzi per la testa, compagnia con la quale condivido negroni e Margarita e due Omega per la serata, e penso al Lovers X di Isabella Santacroce a Londra, e bevo un Havana Club 7 Años liscio. Devo andare. Traffico, traffico, traffico. Lascio l’SH da Massimiliano che in cambio del mezzo di locomozione mi invita a cena durante la quale mi scolo il vino che non gli ho portato e lo guardo inorridito mentre ingurgita un salsicciotto che ai suoi occhi deve sembrare confit d’oie e penso che cazzo non mi farò mai di eroina. Sono a casa che sembra essere ancora ora di cena, mi faccio due strisce ed un bagno tiepido con sali alla menta e bergamotto, mi lascio andare alla tenerezza, chiamo Giovanna che immagino in qualche posizione strana, aggrappata al telefono cellulare penetrata da qualcuno che non vorrebbe rispondesse al telefono. Addio buoni propositi due strisce e poi quattro e poi sei e prima o poi morirò e mi cago sotto e mi faccio altre due strisce. Prendo la Monster per invitarmi a cena da Camilla. Credo di frequentarla perché é una donna del Presidente ed io lo odio per avere donne così disponibili. Mi dice che lo deve vedere dopo cena quindi niente giochetti; ci si limita, e non è niente di bello limitarsi nel sesso. Vengo esco mi tolgo il preservativo ci rivestiamo beviamo da una bottiglia piccola di Absolut rossa e ci salutiamo per risentirci nei prossimi giorni, sempre che nessuno dica che qualcosa non va nella storia. Vaffanculo, devo proprio andare. Scendo in strada attraverso Piazza Quadrata regalo una Omega saluto quel coglione di Gerry, ora ricordo! lavora al Piper, guardo un po’ in giro e mi notano solo due fichette che hanno pippato robaccia e sperano, le insulto senza proferire parola e torno a Via Po dove vedo quella che sicuramente è un’ombra del Presidente. Parcheggia la sua Monster gialla dietro la mia e citofona. Lo guardo, sorrido accendendo la moto e mi dirigo al Muro Torto. Traffico, traffico, traffico. Ho sognato quand’ero bambino di avere una casa inutilmente lussuosa ed ora che cosi è, questa mi sembra comunque più bella, comunque più nobile, Piazza Margana 21, int. 9. In vista del Vaticano, del Tevere: il più bel fiume che la più bella città di questo mondo del cazzo inquina e distruggerà. Nel secondo cassetto del comodino ci sono meno preservativi di quanti ne abbia lasciati, vaffanculo, li userò comunque, Bret Easton Ellis sarebbe felice di vedermi crescere di giorno in giorno.

 

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