
Nato in Spagna ha studiato a Siviglia ed all’estero durante lunghe permanenze negli Stati Uniti, in Portogallo, Francia ed Inghilterra. Attento conoscitore del Nord Europa e del Nord Africa ha sempre accompagnato ai suoi viaggi dettagliati rapporti scritti e fotografici oltre al collezionare accendini. Unico hobby la cucina, ha studiato in Italia tanto all’accademia d’Arte quanto nei corsi di specializzazione per degustatori di olio d’oliva, di cui nella sua terra delle Asturie, è produttore. Intellettuale eccentrico con un forte accento progressista e auto celebrativo tenta il sempre difficile approccio alla poesia civile con l’astuzia dell’autocritica di partito.
Inventore della mezz’ora politica di ritardo, nel quarto d’ora accademico si è distinto nelle università romane e parigine.
Questa prova d’artista rappresenta al tempo stesso l’antologia e la vitalità critica che s’impongono nella vita di tutti i giorni quando il cittadino-poeta incapace a distinguere, nello scrivere, l’arte dal mestiere crea, tanto singhiozzi emozionali, tanta è la sintesi, quanto le onde lunghe delle lettere d’amore, scontate e ripetitive come le lettere d’amore sole possono essere. Il costante richiamo ai valori del passato inframmezzati dalla contemporaneità, quasi il voler avvicinare il Garibaldi dell’America Latina al Guevara del Congo per invitarli ad un caffè di Sant’Elena, lascia spesso spazio alla satira dell’errore, del ridicolo, del remoto. Cita il tentato plagio come strumento d’autoanalisi e nell’imparar facendo traccia una poesia leggermente curva, quasi la sua musa fosse una bevitrice d’assenzio con il computer portatile, acqua ghiaccio e zucchero, la testa reclinata sulla spalla a tenere il telefono cellulare, quale operatore è da pensare. Una natura viva in vetrina, quindi, ad uso e consumo dell’occhio che ricorda e non dipinge ma monta, decuplica, prismatizza e scende poi, ancora, e salendo nuovamente ammicca, memore del novecentesco filo delle calze, a queste donne che nella sua natura incespicano.
Scrive per alcune riviste di costume e quotidiani in Germania, Francia e per un famoso periodico gay svedese ma l’impegno che focalizza i suoi interessi rimane il ristorante di famiglia e la terra dei suoi avi nel Nord dove spesso torna per rigenerarsi.
Durante la primavera e l’autunno vive in Italia, a suo dire ospite, tra S.Maria sull’Isola di Ponza e Roma nella quale ama l’ectoplasmatica vedetta della città, sempre nuova del suo selciato. Lo si può trovare comunque spesso, come molti nelle giornate di sole, solo lungo il Tevere a lavorare. Non ha ancora pubblicato nel suo paese natale mentre alcuni racconti brevi hanno riscosso un buon successo negli Stati Uniti.

Ciao Alesssssssssssssssssssio! 🙂 @lbe