L'alfabeto

 

 

 

 

 

 

Ancora la Repubblica è cosa quotidiana, basta il tempo per i radicali liberi, ci sono rivoluzionari che fumano marijuana, dei riformisti ricorderemo l’hashish e ancora forse democratico continuerà ad essere una garanzia: ha vinto negli USA, inizialmente lascia credere tutto il possibile, magari l’impossibile; nemmeno per caso però, organizzando un errore, può succedere, quando si viene giudicati, di risultare migliori di come si tenta di apparire. Una volta ancora e per tutte: zitti! dormite! perchè dopo la rivoluzione viene la reazione che è una riforma. Perchè dopo i riformisti vengono i fascisti che fanno la rivoluzione. Il Partito democratico in Italia c’è già ed è sempre stato rivoluzionario. Le vocali: A fare un partito che c’è già non si perde del tempo? E per forza bisogna far diventare sostantivo un aggettivo? Incontri Robespierre in azzurro, Danton era forse vestito di rosso? Oltre quelli che lo sono già chi sono i democratici? Una volta per tutte si può esser certi che non siano in alcun modo socialisti?

6 pensieri riguardo “L'alfabeto

  1. Il problema, Alessio, è il Partito politico in quanto tale, non questo o quel partito. Il partito politico non è più quel che era un tempo: una forma efficiente di organizzazione intellettuale-politico-sociale (di “organamento” scrive Gramsci). Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, per non mettere il vino nuovo in otri vecchi (scoppiano).

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