Più lati, più angoli. Kant e il multilateralismo.

 

 

 

 

 

…forse animati dalla legge morale che è in loro hanno dichiarato "tutti a casa se…" Il se diventa perché e Romano Prodi rimette l’incarico di governo dei variegati cento nelle mani del Capo dello Stato che gli chiede di rimanere per il disbrigo degli affari correnti. Si è aperta la crisi di governo. Cronaca? Non solo. C’è una verità sottointesa, chiaramente inespressa e anzi tendenzialmente dissimulata nelle accuse verso alcuni senatori -che hanno deciso di non votare a favore di qualcosa in cui non credono, di qualcuno di cui non si fidano. La verità è che Massimo D’Alema è incapace di far politica per la nazione, per lo stato, per l’Italia e continua ad essere il parlamentare di Gallipoli, il figlio di papà di una burocrazia autoreferenziale, il giovane dirigente che usa il fare autoritario perchè gli si riconosca autorevolezza. Ancora cronaca: uno dei senatori che oggi non hanno votato la mozione della maggioranza ha dichiarato che non si stava votando la fiducia al Governo e che non era colpa sua se "dilettanti allo sbaraglio" hanno dichiarato "tutti a casa se…" Solo cronaca? Alcuni anni fa, era il 1998, aspettavo su P.zza Montecitorio di sapere se il Governo Prodi aveva ancora una maggioranza. Esultarono alla notizia delle dimissioni i giovani comunisti e, per la cronaca, ci rimasi molto male. Poi la guerra in Kossovo e una dichiarazione, imperdonabile, sul tricolore italiano in terra straniera. E’ simpatico, Massimo D’Alema, a volte coinvolgente: sembra dire verità. Le sue verità sono state per anni, quelli dell’adolescenza, della migliore gioventù, anche le mie. Poi (sarò invecchiato io, sarà invecchiato lui) non più. Iniziando a fare politica negli anni di tangentopoli mi sono impegnato per l’egemonia degli onesti. Come amministratore pubblico ho amministrato per l’egemonia dei cittadini, un civile multiculturalismo, una multietnicità ed uno sviluppo sostenibile. Per il progressismo laico. Il multilateralismo, non dichiarato ma praticato per tutta la storia unitaria d’Italia è divenuto con questo Ministro degli Esteri un dogma. Ha rappresentato nella politica estera quello che il progetto DICO rappresenta nella politica sociale: subalternità. Una subalternità che, come è giusto che sia in una democrazia, non ha la maggioranza parlamentare e, quindi, si è aperta la crisi. La Repubblica pubblicò una raccolta musicale sugli anni ’70 del ‘900 intitolata "tutti a casa: arriva il riflusso". Rifluite dunque, ma non a casa mia. Siete troppi per le mie doti idrauliche e questo week end ho ospiti. Ah! dimenticavo: sopra di me un cielo stellato c’è! Da voi piove?

3 pensieri riguardo “Più lati, più angoli. Kant e il multilateralismo.

  1. – PENSIERO TRISTE DI UNA RIFONDAIOLA –

    Caro AZ,
    mi ritrovo + o – d’accordo con te MA…
    Il tuo giudizio su D’Alema posso + o – condividerlo ma dal mio punto di vista non bisogna fermarsi troppo a puntare l’indice su Uno perché dietro un UNO (parafrasando un mio illustre conterraneo) può esserci NESSUNO ma anche CENTOMILA.
    Il governo Prodi è caduto perché tutti (ahimè proprio tutti) i partiti del CENTRO-SINISTRA sono stati mossi da superbia.
    I “compagni” si sono adeguati, allineati, ai centristi, liberali, riformisti. Hanno votato a favore di missioni militari e una finanziaria antioperaia. E non mi si venga a dire che l’hanno fatto “x il bene del Paese”, “x non darlo nuovamente in mano a Berlusconi”! Perché tanto il Paese, in mano a Berlusconi (& co.), è proprio a causa di tali scelte che ci tornerà; e, in secondo luogo, ribadisco che non si può sempre e solo agire “contro” qualcUNO. è contro qualcosa che bisogna lottare! Perché oggi è Berlusconi ma domani sarà qualcUNO altro.
    La destra se la ride e gode, io mi sento impotente e non mi è di alcun aiuto affermare “lo dicevo che sarebbe finita così…”.
    Capisco, e non mi sento affatto di condannare, il compagno Turigliatto (e anche Rossi). Non mi stupisce che abbia dissentito, mi stupisce invece il fatto che a dissentire in questi mesi non sia stato il “mio” (ancora lo sento “mio”?) Partito (della Rifondazione Comunista).
    Il mio (modesto) parere è che occorre una nuova sinistra (anzi sarebbe già qualcosa una SINISTRA) che ascolti le domande del POPOLO, che dica NO a missioni e basi, NO alla precarizzazione del lavoro, NO all’egemonia della chiesa (quindi no ai dico sì ai pacs).

    Ah! Beato te che vedi un cielo stellato. I miei occhi, invece, hanno visto e chissà quanto ancora continueranno a vedere, un cielo nero, troppo NERO!

  2. eccomi qui anch’io!
    in questo caso parlo da collega visto anche il post di Ale..
    Insomma Prodi non ce l’ha fatta…Non nascondo che la cosa mi faccia piacere ma non perché non vedevo l’ora che cadesse un goverrno di uno schieramento che non è il mio ma perché non credo sia “politico” tenere insieme una maggioranza sulla base della resistenza a un “nemico comune”…Non ha mai funzionato nella storia, perché adesso si?
    Tutti gli amici e le persone e voi stessi che sostenete la sinistra da un po’ dite che è inutile scagliarsi contro UNO (e cito Ale e il suo conterraneo Pirandello)..Ma la classe politica continua a insistere. E l’unico che aveva provato a proporre qualcosa di diverso (un certo Scalfarotto) è stato gentilemente buttato fuori insieme alla sua ventata di novità..forse avrebbe potuto far sentire -a tutti- qualcosa di diverso?!?!
    Ah già…in Italia non sia mai che si dia un po’ di spazio (politico)a persone al di sotto dei 50 anni…

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