Il piccolo maestro e la democratica margherita…

 

 

 

 

Teresa al nostro murales,

Omero cieco d’agrumi.

Una caviglia e l’opposto

polso che tiene il tempo

un cappello e un capello.

Ti ricordo, gioia e seria

bionda e scura mia verità,

origine della tua fantasia

extracontinentale felicità.

Santa Agnese, il magone,

sempre lo stesso maglione

allora, che cosa è da fare:

riprovare ad annegare.

Via dei Serpenti in tempo

in Campo vendono fiori

Pasquino, ti dice, conviene

comunque. Cos’è Roma,

sola poi prima, peccatrice

europea che umilia e tace.

Pace. Piove, non si muove.

Vuole ancora cura, aiuole.

Cammina, il caso, il matto

sull’Appia, nuova, asfalto

nuovo con disattenzione,

amministrazione della città.

Disposto a non faticare,

interrompere, non sognare

il segno, il tuo non amare,

democratica, il quartiere.

Lazzaroni. Biscotti buoni.

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