Dalla trincea alla piazza

 

 

 

 

 

Soffici, arditi giovani

canuti capelli d’angeli

in colonna, sul corso

dimentichi memori

del Carso, visti

dall’unico verso

di non essere morso:

vendere il dorso

parlare il diverso

è foglio disperso

e piccino. Il brillare

maggiore dell’orsa:

speculare in borsa

e corsa dell’agire

sulle ali del precipitare

strali dell’inferno fortunoso

inefficiente d’autorità.

Senza toro, capitello, riposo.

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