Sei una bella casa, grande, su una via alberata di un bel quartiere. Magari avrai pensato fosse stata mia l’idea di sposarti, io, però, ti ho conosciuta prima di incontrarti. Eri allora, per me, lucciola e lanterna di una Grecia eterna. Hai poi di nuovo chiuse le tue porte sulla mia sorte. E c’era ancora da pagare per quelle tue finestre affacciate sul mio andare. Se non mi vuoi amare, almeno lasciami fare, volevo, pensavo senza dire. Quasi dimenticavo quel che in realtà oggi volevo ribadire: superficiale non è il mio scherzare dell’amare ma il tuo fingere di sognare. Ho cambiato cappello, ti penserò in riva al mare.
