Lustro, e anche i sandali di fine estate, scarpe
degli incubi migliori, mi riconosci e vedi bene
segni il segno o il palpitio, gracidare di stagno
ovunque intorno non teme ordine o divino,
?? gi?? questa una scoperta e uno stivale nuovo.
Mostri la ragione, il gioiello che non posso
che ricordo ma non vedo, che non devo
se tutto ?? vero quanto ogni risveglio
o come il volo.
L???alba pi?? vicina offre un bicchiere d???acqua
nel ricordo scosso dell???aurora
o sul finire dell???arsura.
Lustro, atteso stesura su stesura
porto la bellezza, ha poco peso e non nella memoria
– ?? un contrattempo o una sciagura –
ha mistura, misura, la sua solita postura
va in un posto, ?? sola e vera, lascia la paura sul cuscino
d???inebetirsi il desiderio sulle spalle
e i sogni porge nel sospeso.
Aspetto, aspetto e poi mi scrivo.

