Disordini, libri, desideri e ordini

Rosa

 

(anche a proposito dell’opera prima di Keith Gessen)

 

Atassia d’umore per cantieri aperti d’amore

quando la fine è il bene mi commuovo del valore

e molti non sanno quanto. Sia bello, buono e vero

il pianto nel sole aspro che dispera la tramontana,

romana invernale seccatura, fumogeni, spazzatura.

Quando la verità è la fine mi commuovo del volere

quel che chiami sonno per cui non vuoi cuscino.

Quando poi vedo bruciare il cielo e poco a poco

spegnersi il giorno penso sia stato uno sbaglio

svegliarmi, rincorrerti e baciarti e poi ridere

d’uno sbadiglio. Lacrima iperurania e cittadina

mi commuovo della befana, dell’inondazione

del Dnepr e della patria lontana quand’è vicina

come di te un po’ ho rabbia, ma nelle mie suole

col carro armato e dello spettro che si è infiltrato

nello specchio sento il buono e non mi riconosco.

 

(del resto di Jane Austen ho letto poco o niente)