Giulia di secondo nome

Metallo

 

Non mi chiedere ora di sapere più

di quello che posso ancora raccontare.

Certo dal lungo secolo borghese

ha vissuto al terzo millennio e poi

la civiltà di Cristo.

 

C’erano per gli spicci le carrube,

i succedanei e il mercato nero,

i mostaccioli, le mosciarelle. Quando

già capivo c’era Rossana, Cirano,

il punch, le sorelle e le caramelle

già quadrate, rabarbaro, anice

o latte e miele, al Quadraro come altrove

l’aglio un po’ bruciato, il fritto ed il gelato.

 

La lana s’aggomitola e srotola ricordi

infeltriti sotto ascelle e narici otturate.

Primavere, piante curate, il Messaggero

e la Repubblica ogni tanto.

 

È passato tanto, e non poi tanto tempo.

Ora vola senza più cadere, solida la terra

e le sue gambe sopra i piedi.