Non mi chiedere ora di sapere più
di quello che posso ancora raccontare.
Certo dal lungo secolo borghese
ha vissuto al terzo millennio e poi
la civiltà di Cristo.
C’erano per gli spicci le carrube,
i succedanei e il mercato nero,
i mostaccioli, le mosciarelle. Quando
già capivo c’era Rossana, Cirano,
il punch, le sorelle e le caramelle
già quadrate, rabarbaro, anice
o latte e miele, al Quadraro come altrove
l’aglio un po’ bruciato, il fritto ed il gelato.
La lana s’aggomitola e srotola ricordi
infeltriti sotto ascelle e narici otturate.
Primavere, piante curate, il Messaggero
e la Repubblica ogni tanto.
È passato tanto, e non poi tanto tempo.
Ora vola senza più cadere, solida la terra
e le sue gambe sopra i piedi.

