Nume gelido delle vergini d???acciaio
il cornetto, il cappuccino. Versi
nel corpo pingue per il tuo viso esangue.
Per languire al plurale, slinguare,
sfigurare nel godere
di Roma aventina e postequinoziale,
presolstiziale, pi?? semplicemente
primaverile. Torno al clivo
dove la fine in fondo
?? dove sale. Rammemorante
e calcolante il pensiero
di te che mi azota esilarante, ogni notte
fonda, ogni mattina inoltrata che latra
o guaisce, punisce il ricordo nel rumore
del russo, del busso dell???ancora non posso
l???inganno del mondo, il dio tondo
che si fa tubero, pomo d???oro
energetico, basilico acrilico il fondo del cielo,
meta e simbolico il pelo nell???uovo.
Metafora della natura per met?? ?? fuori
citt??, mentre la parte restante dallo sguardo
?? assente. Si, stupisce. Chi attraversa
sulle strisce, chi si ferma, chi investiti i pensieri
s???allontana. Ti faccio pi?? che bella,
bellissima era ieri.

