“Se abbiamo determinato arbitrariamente qualcosa, qualcos’altro deve accadere” L. W.
Di anno in anno la fuga nel concerto
per la mano sinistra di mia sorella,
figlia unica di un mondo allegro,
(quanto pu?? dirsi si pu?? dir chiaramente)
distante negli anni da quella carezza,
dalla verit?? che nego nell’assenza
del suo avvenire e dell’immagine
di cui non si pu?? parlare.
Deve tacere l’amore morbido
quando il sole sale e il sale si secca al sole.
Il fatto nello spazio logico ?? stato
disaccordarci dove entrambi dovevamo
essere, tu un po’ in anticipo
-ma non a sufficienza!- ed io in ritardo,
per un problema minimo d’insussistenza,
quando era ormai improbabile
la tua presenza, e tutto il resto
sarebbe rimasto uguale. Didascalico
l’amico Ludwig, meccanica l’arancia
negli aperitivi, riflessa sulla ciliegina
che divina, ha senso in s?? l’immagine di te,
del caff??, delle proiezioni vere a priori,
di altri tre capitoli, altre vite
rimangono fuori. Insieme
(una prospettiva sull’essenza del mondo)
pi?? o meno una proposizione.

