Mazzetta cronica di foglio in foglio
un sasso, un villaggio, un laghetto, un bagno,
banche d’affari e case grandi e lontane
dalla politica dei fori tutt’intorno a finestre
care. Il godere della feria, della storia,
di un impiegato dell’incoscienza migrata
dalla vena all’occidente in crisi
di transustanziazione sul punto percentuale.
Celeberrima responsabilità, sogno in rassegna
virtuale, il tre per due fa cinque e la stampa,
poltrona di gabinetto, della mano il disimpegno.
Luogo umano sullo spigolo della retorica
civiltà che senza volerlo fu di dita amiche.
Lavoro imparziale del tempo ambiguo,
ronzio che fa bello il bello,
immateriale didascalia e bella la giornata.
