Un modello della realtà

892011

 

Se abbiamo determinato arbitrariamente qualcosa, qualcos’altro deve accadere” L. W.

 

Di anno in anno la fuga nel concerto

per la mano sinistra di mia sorella,

figlia unica di un mondo allegro,

(quanto può dirsi si può dir chiaramente)

distante negli anni da quella carezza,

dalla verità che nego nell’assenza

del suo avvenire e dell’immagine

di cui non si può parlare.

 

Deve tacere l’amore morbido

quando il sole sale e il sale si secca al sole.

 

Il fatto nello spazio logico è stato

disaccordarci dove entrambi dovevamo

essere, tu un po’ in anticipo

-ma non a sufficienza!- ed io in ritardo,

per un problema minimo d’insussistenza,

quando era ormai improbabile

la tua presenza, e tutto il resto

sarebbe rimasto uguale. Didascalico

l’amico Ludwig, meccanica l’arancia

negli aperitivi, riflessa sulla ciliegina

che divina, ha senso in sé l’immagine di te,

del caffè, delle proiezioni vere a priori,

di altri tre capitoli, altre vite

rimangono fuori. Insieme

(una prospettiva sull’essenza del mondo)

più o meno una proposizione.