Tra le pieghe del pigiama a righe

Campanello

 

Allopatia per mal??a

gli incubi del pomeriggio

naufragio di riposo

solo mi trovano, l’agogico

e rubato il tempo

si disfano, si tralasciano

nel loro plumbeo

e solo mi lasciano adagio.

Sono armi del tuo pallore

intorno al vermiglio vivo

quando aprimmo gli occhi.

L’unico guanciale, la cinta,

mi profumavano la pelle

come in un’indigestione

d’aver visto e toccato

il marsupio tra le stelle

col futuro nel suo pieno.

Sono alcaloidi dell’ergot,

telefoni, peli nelle uova,

il mio cappello da uomo

e l’amore delle cose tue.

Ricordo che mi dicevi di noi due.

Cupidigia il crimine cui sono all’accusa,

il farmaco etico, la morale che lo scusa

bussano schiusa porta e fanno all’erta

la meteorologia, neve, qualche foto tua.