La scienza, da sola, non basta
a spiegare l’intermittenza
delle stelle e di tutte le cose
belle che possono accadere.
Per fortuna il cielo non sempre
mantiene, quand’è ormai marzo
le promesse proprie dell’inverno
tra blu di Persia non di prussia,
il fumo di Londra e i fumetti.
No, no. Io non vado per tetti
come, purtroppo, le mie parole.
Amore, coraggio! Fiato al pensiero:
cervello, fegato, polmoni e cuore
non sono solo frattaglie romane,
non sono solo campane
per scontri intestini e vecchi al mare
a ricordare i bronzi ed abbronzare i ricordi.
Se in Burundi il satellite fa il buio pesto
e gli operai di Dubai hanno parecchi guai
i pensieri sono sempre per te, per voi
altri anche, e poi. Poi
ritornano a me come
potato skin e sour cream,
onion rings, the ting tings
di qui del mare di Atlante.
Via dei coronari, coronarie,
turchesi corollari degli anni dispari.
Così oggi devo proprio
festeggiare il mio compleanno
sempre più ingombrante,
uno o zero intermittente.

