Un passaggio al vento (o il dono terribile)

Maurizio Nannucci, The Missing Poem is the Poem, 1969

Anche a proposito del cane nero e dell’Urlo, della creatività distruttrice, ovvero della guerra come lavoro. A proposito delle corporazioni, a Roma università. Non senza sano didascalismo: un telescopio sulla verità.

 

I cancelli di Castel Porziano

sono ordinati

come non mai.

Le buone pratiche

dell’emergenza

soffocano

nell’ansia comune

d’essere vivi.

Si fanno pattern

e svezzano,

ci si nutre della stessa luce

di Rudi Stern

mischiando alla colla

la polvere dei neon

per attaccare manifesti anarchici.

In pochi evidentemente

si sono chiesti

in fila, in casa e da soli

cosa si viva a fare.

Se non si viva perché si muore.

Chiunque si stupisca della città

ad esempio, evidentemente

non è mai stato

in mezzo a un temporale,

nella natura che fa paura.

 

L’arte è una:

non si mangia e non si scopa.

le arti sono uomini

che tutelano

il proprio tempo

al loro tempo

con mestiere.

Non c’è esperienza che tenga:

mani piedi e occhi

non pensano.

E i riflessi condizionati

lo sono

perché sbagliati.

L’arte è una:

come la natura.

È buona pratica – all’emergenza

consultare la scienza.

Se la decrescita

aiuta l’immobilità sociale

chi sta male?