
Anche a proposito del surrealismo, del riformismo, del graffitismo. A proposito della vita digitale e del nutrirsi per davvero.
Ero un bambino sereno,
poi dieci, venti, quarant’anni:
restano i danni.
Questo non è un prato, sembra erba.
Questo non è un muro, laterizi in vista.
Mentre può essere il mare
un qualsiasi pannello azzurro
dove immaginarsi immersi
contando le perturbazioni dell’umore
originate chissà dove
propagarsi nel tempo,
incresparsi nello spazio.
Se ho un vanto
non è un merito:
mio figlio prima finisce
quel che gli piace meno e poi
mangia ciò che preferisce.
Penso d’aver sempre
fatto il contrario:
prima penso andrà tutto bene
poi, rasserenato, mi preoccupo.
