Radio Uniqlo

Prima che mi cada il cielo in testa o il fiato

non basti a fare tutta la strada che resta

tra la fine delle mie estremità lontane

e l’inizio della vita (che spesso è un casco di banane

– una pigna tropicale in fin dei conti),

è giusto che qualcosa la voglia ricordare

anche per ripensarci con le lumache all’occorrenza,

nell’altra metà della mia vita, con pazienza magari

di fronte al mare:

credo nel dio cattivo e nelle cose

mobili, immobili e immateriali.

Penso, come se fossi io:

fosse stato per me il Big bang

avrebbe fatto assai poco rumore.

 

Certo, per colpa di Bellezza, non mi stupì la notizia

che a Carlo Magno fossero cresciute le unghie dopo morto.

È già da un po’ infatti, colpa della modernità e delle installazioni,

che anche la natura morta vive.

C’è il moscerino, il riflesso, il lampo,

il buzz, il tictac o quel sinistro cigolio che fa spesso il mondo intorno.

È il fruscio della proiezione, arcaica e primitiva.

 

Tutti possono fare quel che faccio

ma come per quel che faceva Andy

poi dovrebbero saperlo spiegare. E bene.

Ebbene:

io scrivo ed ho già l’età per dichiarare

quali siano le parole che mal sopporto.

Così, mi voglio appuntare:

comunità

compromesso

compleanno. Lo stesso, uso con tono di rigetto l’aggettivo

paternalista – piuttosto che paternalistico, che suona

meno fastidioso.

Mi piacciono però

unione

accordo

azzardo

Roma.

 

Penso che chi sorride il ciel l’aiuta

e che chi sorride aiuta il cielo,

che i luoghi comuni siano latrine da evitare

e la gentilezza una rivoluzione civile,

che il cambiamento climatico e la fast fashion

hanno ottimizzato le stagioni.