Nel tempo breve di grandi attese

Nel tempo breve di grandi attese,
fatto quasi tutto d’aspettare
senza aspettarsi molto o riposarsi,
può essere utile far le tacche
sugli stipiti, redarguire
gli atteggiamenti stupidi
ed esserci il più possibile.

Anche solo con la pancia
e senza dire niente
di intelligente. Del resto
ho questa religione semplice
di pause, deviazioni e attenzioni,
del fermarsi complice il gatto nero,
del non compiangere il cappello
sul letto e non passare tra la scala
e il muro. Con il tempo ho pensato

potesse anche vivacizzare il rito
gettarmi un grano di sale alle spalle
da quanto accaduto sulla pelle.

Ma ho la memoria con le zanne,
non faccio tesoro dell’esperienza,
nuoto senza pinne e senza piume
volo. Tu fai con calma, non è tardi,
mentre ti aspetto dabbasso accumulo
esempi per brevi teatri assurdi:
tu fai la gran nave, io il piccolo molo.