Tu piangi, ridi, mi minacci
ti impaurisci e strascichi
i tuoi orli e il raso
alle mie dita lasco
o senza brezza,
per le zanzare fresco
di patrizia gioventù in giro
per il mondo benedetto
da reclami e sberle.
Menta, orzata e frutti.
Insomma amo
cose da bambini
e mi ricordo, lo chiami
a volte culo.
Vediamo,
prima o poi ti chiamo.

