Dorothy, per esempio

Cornicel

L???ansia che freni in corsa ?? il fatto femmina che tu voglia.

Invece troppo spesso – ?? tutta mia l???invidia –

non significa meritarti, per l???isola di B??cklin, quasi la piet??.

Sa dare a chiare lettere ch?? possa s?? capire.

Che tu la chieda certo e spesso senza dire, a differenza sua

?? il limite del male del beccheggio sciapo,

tra il ciarpame il valore del tuo volere o l???arte dello stucco,

nel cantico Sulammita e nell???estasi la roba.

Dici misantropo come il misogino dice ???donna??? quando ?? solo.

Mi fai Fleming Stone per essere la Dinsmore

ma chi mi scrisse lo sai bene ti lesse, e solo poi, si innamor??.

Tu sai il male insegnato, ad esempio, divino

zoppichio saltuario, con la moneta in tasca e il piede in testa

e non vuoi il mio, bene educato, che ?? rifiuto

e non vuol rispetto.

Gioved?? d???ingegno

Cornicel2

In ossequio alla legge dell???utile

costringe ad essere notata

Eva o Maria di quasi borgata

icona che non commuove

o sotto la foglia vestita

affannata, futura elettrice dell???arido

del brillante o dell???inquisito,

luce di prato sconosciuto,

coinvolta, apolide, organizzata.

 

Piccola piccola periferia

artigianato d???impero

profumo dell???accessorio,

seria del tuo trucco, falso,

sparpagli dalla provincia

-il tuo paese lontano-

che ti fa bella e uguale

agli occhi di chi non vuole

il tempo perso e normale,

e lo spazio in cui calda

la citt?? s???ingrassa enorme

e inciampa sull???asfalto.

 

Lasci i tacchi ben disposta

e spremi tarocchi ai vecchi,

perspicace per la questura

hai mani di talento

per la procura,

senza biglietto per la metro,

prendi il settanta abituata

sul nokia ricevi una telefonata.

Un altro biglietto inutile

Prontuario

Il giorno dei santi Pietro e Paolo

Pens?? una vita pi?? combattuta

ma alcune parole non coincisero,

al dolore sguaiato abbandonata.

Il giorno dei santi Pietro e Paolo

Volle una spiaggia meno affollata

Roma deserta, la fronte gelata.

La giornata cognominata

13052009332

 

Al cinema per trailer

osserva pellicole nuove

o si ostina a voler volare.

Alamo eremo elmo

Nastagio è innamorato

all’erta, la sera e il giorno.

Aspetta il Venerdì

ma figliola Tancredi

desidera Guiscardo.

Poiché non sogno

ancora anni

aeroporti, trolley.

La forma ottima

della peste

ha gambe belle.

Labbra tinte, é sola:

sceglie. Dolce motteggia

dice e s’affaccia.

Straccia lo schermo, il cielo

inferno fa del piccolo sogno

e nel suo vuoto fa l’inverno.

Patafisica della partecipazione

Verde

Al fiore della saprofita che candida

preferisco le macchine non quantiche,

donne senza verginit?? o di partito perso,

le schede bianche tra le scimmie bonobo,

gli indifferenti dei riflessi persi nel futuro,

oppure preferisco l’iperbato al perborato,

l’identit?? mestica alla finzione di massa.

 

Sulla matita intrusioni degli attenti

al capo chino o il dogma della narcosi.

 

Rasserenata la carta, piego e imbuco.

 

Mi accorgo cos?? dell’informazione

metatesi del giudizio che interroga

sull’altrui assenza, accusa per scusarsi

e non trova conclusione ai sillogismi.

 

Speravo mi contasse senza vanto

e invece preferisce i riverberi del nero,

l’attivazione dei distratti

sorridenti tra i suoi denti

stretti, la parola della mano

che ad ogni piccola vittoria udita

concede quel che non ha tra le dita.

 

Preferisco quindi il vacuo amore,

semplice nel suo rivendicare,

al vostro inoculare allo specchio

dovuto alla matita tribadista

che precoci sapeste da libretti licenziosi,

ma non m’inganno, mi ricordo e sogno

la capiente scelta, scritta

che mi neg?? l’armonia perfetta.

Il famoso caso di ermeneutica ed eumetrica

Virgola

 

Certo non tutta

la scelta Poeta,

la costruttivista

che mi ?? chiusa,

?? dettata da te.

Padre, madre e musa

pur presenti,

ascolti e non senti,

diga di citt??

nella campagna

profumo del remoto fare

concime errore che fa uomo

vivo, vegeto ed esegeta.

Esigo al sasso

parola esagerata

quindi, o lacrima e muffa

che facciano r??clame

del piatto di pasta.

Ci?? nonostante,

o la guasta

che la bella

s’appresta,

lontano da casa

nel mondo baro

certo potresti

ombra, essere faro.

Iago penso indaco

Indaco_e_pervinca

Cos?? ti devo rimborsare

delle more che non sempre

sono turche, del fico, Moro

di altri lidi, amico intimo

d’ago, filo e dei mirtilli

che sembrano non aver visto

tanto mare senza superficie.

O ringraziare del sapere

come viola sia il colore

del fiore che non vuole

l’azzurro che mi ?? vista

e l’angoscia di sua foglia

per il rasoio assente.

Perch?? insegni che il dolore

che piange di una donna

?? del non conoscere ospite

e nonostante il suo volere

?? avere e uscire e dire

delle ali spalancate odore.

Ti ricordo nel fastidio

del popolo che ti nota

davvero quasi a caso,

in tanto zafferano vivo

prima ancora che diventi spezia,

e trovo certa l’occasione

per quello che ti voglio

evacuare nel pensiero,

chiara come nel siero

ti voglio conservare,

o in assiomi che bastino

alla probabilit?? d’incontrarci

o invisibile non vederti.