Quando razionale,
nazionale.
Non americana,
Statunitense
ha volte, dense.
C????? da parlare, da chiarire
comprendere tutto,
c?????,
dell???altro.
Quando fortuna,
se ?? bruna, se bionda,
si trasogna e affonda.
Quando a caso, ritengo,
Cine e medicine,
maschi e c?????,
dell???altro.
Tuo, il dio
mio, ciao, no,
oggi non piove
non una lacrima
quindi, che si
possa vedere.
Quando riflesso, si potrebbe notare
eretto annegare,
vai a sapere
quando
e se si
vorr?? bagnare.
Quando tutto e subito
?? credibile
sai, c?????
sapidit??, maturit??
e accidentale paternit??.
Autore: Alessio Zanardo
Letterati in cortile
Poi, iniziati all’amore
Riconobbero il cuore
E non vollero parole
Pioveva, in quel cortile,
Sul rimuginare consortile
Di una facoltà sterile
Capirono senza attenzione
Quale l’attesa prestazione
Quale invece la nazione
Il piccolo maestro e la democratica margherita
Teresa al nostro murales,
Omero cieco d???agrumi.
Una caviglia e l???opposto
polso che tiene il tempo
un cappello e un capello.
Ti ricordo, gioia e seria
bionda e scura mia verit??,
origine della tua fantasia
extracontinentale felicit??.
Santa Agnese, il magone,
sempre lo stesso maglione
allora, che cosa ?? da fare:
riprovare ad annegare.
Via dei Serpenti in tempo
in Campo vendono fiori
Pasquino, ti dice, conviene
comunque. Cos????? Roma,
sola poi prima, peccatrice
europea che umilia e tace.
Pace. Piove, non si muove.
Vuole ancora cura, aiuole.
Cammina, il caso, il matto
sull???Appia, nuova, asfalto
nuovo con disattenzione,
amministrazione della citt??.
Disposto a non faticare,
interrompere, non sognare
il segno, il tuo non amare,
democratica, il quartiere.
Lazzaroni. Biscotti buoni.
Piove
La formula esatta
per la tua
vita perfetta: aspetta
Che ritornata a casa
Finita questa gita
possa dire con la matita:
Ci sono stata
Non mi è piaciuta
…
Mia cara
???
Sei una bella casa, grande, su una via alberata di un bel quartiere. Magari avrai pensato fosse stata mia l’idea di sposarti, io, però, ti ho conosciuta prima di incontrarti. Eri allora, per me, lucciola e lanterna di una Grecia eterna. Hai poi di nuovo chiuse le tue porte sulla mia sorte. E c’era ancora da pagare per quelle tue finestre affacciate sul mio andare. Se non mi vuoi amare, almeno lasciami fare, volevo, pensavo senza dire. Quasi dimenticavo quel che in realtà oggi volevo ribadire: superficiale non è il mio scherzare dell’amare ma il tuo fingere di sognare. Ho cambiato cappello, ti penserò in riva al mare.
