
La bellezza è verità, e la verità bellezza. Questo è
quanto in terra sappiate, quanto vi possa bastare. J.K.
Non ti posso dar la vita che è già tua ma
carta, penna e una basilare geografia.
Ti devo le giostre e tutte le mie finestre.
Ti devo l’artista che sente e vede
quel che non vedono
che non sentono.
La goccia che fa traboccare
la noia fumo goccia
a goccia nella notte
dal lavabo del piano di sopra.
La sottile linea che sa separa
l’aperitivo e la cena, gli avanzi e il buffet.
Il rosso, il blu, il sangue dalle sole parole.
Delle nature morte
principalmente per la loro sorte
non so raccontare.
Ti devo quella minoranza profumata
d’educata ribellione,
un’amata, il rispetto.
La scelta silenziosa, la sosta nella luce
all’aria dei vicoli bui
e il cielo tutto sopra
e sotto se ha piovuto.
Del vincolo affettivo
dell’unione naturale
dell’assenza di credo che non si fa fede
involontaria o inarrestabile e cosciente
ti dirò se proprio vuoi.
Poiché ti devo
le barbe ben fatte e le barbe vere
i rasoi elettrici, le Barbie serie
e l’esperienza – che non è niente
e la curiosità che dall’inizio si sente.
Ti dovrei la vetta, il fondo e l’equilibrio
ma avrai tempo per scavare
scalare e amare.
E poi non ti fidare
abbi dubbi
chiedi:
perché no? Perché si?
(“perché: no è no!” non è una gran ragione e “si, perché è così!” non è poi proprio così.)
Dovrei darti delle risposte convincenti, sic!
ora sono l’Autorità, con te
esercito il potere legittimato da natura
(in ogni caso c’è Wikipedia gratis per aiutare, a casa dei nonni la Treccani per controllare).
Ti devo la storia e ti dovevo una poesia
titolata in bestemmia per i bigotti
edotti alla riuscita della tua nascita.
Giustizia, bellezza e verità, azione suprema
o quel che vuoi ch’essa sia,
sono per te, da oggi in poi, scelte che puoi.
A Roma, alle 4,30 di oggi 9 luglio 2013 è nato Enrico, figlio di Alessandra e mio
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