La pazienza di Clio

 

 

 

 

 

 

 

Tu piangi, ridi, mi minacci

ti impaurisci e strascichi

i tuoi orli e il raso

alle mie dita lasco

o senza brezza,

per le zanazare fresco

di patrizia gioventù in giro

per il mondo benedetto

da reclami e sberle.

Menta, orzata e frutti.

Insomma amo

cose da bambini

e mi ricordo, lo chiami

a volte culo.

Vediamo,

prima o poi ti chiamo.

 

Il quaderno di carta bianca

??

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Serenissima verit?? che lascia

parte del capo in un cratere

sulla superficie di Mercurio,

tu sbirci dalla mano e ridi:

con la febbre nemmeno scuola

agiata d???un affaccio letterato,

con suo padre non hai parlato

del misurarci, venere e sole

nel duello dell???esposizione.

Di quando in quando nemmeno poi pensi

a quando devi spostarti e non lo dici.

Farlo in bici, in metropolitana, se mi baci.

Sei meccanica e mi processi con gli occhi

di quando in quando non ricordi sentenza

del gioco, della biglia all???ombra del fico,

di tua figlia d???infelici molti che conosce

la Cina e l???odore del pitosforo spiaccico,

suo verso non nato che scalza. Da tempo

un caracollo l???America delle volte uniti,

dell???operaio desindacalizzato artista,

dentro superficialit?? michelangiolesca.

Gi?? prima ricordo troppo specialmente

di non averti che per altra unione,

piccolo est di tanto prato

turca che immagini il mar nero.

Ancora illudi gli occhi,

ne chiudi uno a rubarti musa

in una fogna, tribunale

dell???assenza. Dall???Appia a Fregene

canne e non pi?? pini, qualche magnolia, platani

potati, Cinecitt??, non fosse stato sogno averlo per te

detto progressista, pensi a te stessa.

Nuoti subacquea e a volte rispondi:

da anni chiedo per Chiasso,

Lecco, per la Ferriera

del Caleotto certo non in silenzio

e bene, solitudine non riesco

tra certezze anche mezza verit??

che ne metta in dubbio la scomparsa.

Metonimia nella toponomastica del mio volere

truppa, il tuo sapere di viale dell???Oceano

Pacifico, senza avanzamenti andando a lavorare,

delle altre cose che avrei voluto fare meglio a Roma

con te, per anni dei tuoi??errori capitali,

per la verit?? tra i peli o il profumo di ieri.

??

Divisionismo e semplificazione

 

 

 

 

 

 

 

Atarassia bella certezza

che ho quasi capitale

e forse dell’opera intera

una è che non spiaccia

quella mano poi conca.

 

Democrazia non mi preferisce

alla repubblica

menade, franco il satiro e solo

profuma laconico, sgangherata

impressione che porga l’occhio

e pianga poi. E piove

ma non porge il nulla.

 

Donna non del vero,

non mi sono fermato,

vorrei affilarti il filo.

 

La villa di Ivens

Ferma pioggia e sottile

lascia asciutti pensieri

lontani, si scuotono veri

nell???aria di ieri sorrisi

sulle mani, muovono

mestiere e il tarlo ferma.

Come in un gioco, opera

di Calder, umida gioia

e rifiuto, fredda, rimane

l???occhio ed ?? muto, tutta

si muove la Senna

fino al canale e le chiuse

non sanno aspettare

che incontri Parigi.

La piccola mela

Quasi topless, alle spalle dei giardini del Lussemburgo
frattanto, Béatrice Didier parlare schietta, in diretta
dal mondo sommergibile, dell’ impermeabile che c’è
del lavorare liquido, e liquido è, distribuire pressione.
Religione civile del buongiorno, ma di buonanotte
ho bisogno e sogno frattempo, dormire nelle parole.
Sanno raccontare la diversità, hanno forse un po’ paura
questi uomini di legno dei miei, ora pietra. Per te adesso
questi figli mai nati devono già essere educati, guardare,
le mani sui fianchi, la piccola cintura sorreggere braghe
e non culotte, il sopracciglio sinistro, la vetrata libertà.

 

Colori di Brabante

Mia streghetta che si aspetta

uomo che aspetta, e aspetta
così, corrente semplice

di ogni cosa lei, dea.
Di ogni oggi sempre in mente.

 

Manifesti intenti

Natura la tua volont??

Artume trema il mondo

prometeica alba e cronica

gran sasso sopra l???Aquila,

 

– cronaca di Novalesa, oro

stesso, cos?? come in Bellezza

crescono unghie e Ottoni,

acute per la viola in gamba

tremano pulite le stoviglie,

prima di Pasqua la cena

che non sar?? famigerata,

del nocchiero dipendente,

psicopompo del Met.Ro. –

 

?? pensarla, dicono, ripeta.

Attribuite doti divine

la verit?? precorre, e succede.

La natura ha modo

del suo non essere felice.

Tutte a tutti figlio a dire

moglie di Paese e, spoglie,

senza perdere la tenerezza

di altri, senza mai lieto fine.