
Direi no ai sudditi di una civiltà arretrata. Attribuire diritti di nicchia significa stabilire, più o meno abusivamente, criteri di cittadinanza. Direi sarebbe opportuno rimodulare il diritto in funzione di una famiglia non più solo composta da una donna ed un uomo ma anche da donne e uomini che vicendevolmente si sopravvivono e liberamente procreano. Direi sarebbe più opportuno distribuire nel senso dell’universalità dei cittadini, anche a rischio di veder sfumata l’utilità per scarsezza di fondi, piuttosto che vedere avvicinato lo stato di convivente a quello di marito, lo stato di moglie a quello di convivente. Direi che basterebbe lasciare il matrimonio a chi vuole testimoniare il legame di coppia innanzi al proprio Dio e fare una legge che regola i doveri ed i diritti dei genitori nei confronti dei figli e tra loro. Direi che sarebbe facile ma non dico lo sia.
Riferimenti: Per i suonatori d’organo…
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