Felicità o della ragione pura, prima lettera

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Rapina d'amore


Quasi un anno fa in un ovunque all’ombra di Giordano Bruno a lui vennero in mente le parole di una donna ed ebbe appena il tempo di adattarle al suo amore che guardava altrove. Disse.
“Il sole impallidì,
la luna si oscurava;
poichè l’amavo
ed ella non mi amava.
Deve essere così l’amore tra noi?”
E lei:”No, non credo debba essere così l’amore…ma a volte capita!
Ma tu riesci qualche volta a parlare senza usare le rime?”
E senza schiudere la labbra mandò un bacio ad un passante che salutava completamente disinteressato all’esser curvo di lui, al suo voler cercare un momento di silenzio nella confusione della città.
Rimase cosciente, non perse la calma e disse:
“Volendo credo sia possibile, parlar senza rime, intendo…
Provo… Accelero! eventualmente freni tu.
Vorrei che mi stessi a sentire, magari passeggiare, muoversi da qui, stare un poco insieme e scambiare due chiacchiere. La sera, gia oggi se vuoi, possiamo fare l’Amore e poi di nuovo di giorno. Per non sudare magari andare dove ci sono 15° costanti e mangiare insieme qualcosa di buono e che non fa ingrassare…”
Lei si stupì che in un minuto quel dubbio fatto uomo era diventato un uomo senza dubbio. E Lui: “Vorrei dirti cose carine, farti sorridere… magari controllare che quando ti fai la doccia abbia smesso di piovere al piano di sotto. Vorrei poterti fare uno squillo per sapere se hai da fare e passare a salutarti un minuto prima di tornare alle mie faccende, vorrei sospendere momentaneamente tutti i miei impegni perchè vuoi vedermi, raccontarti prima di scrivere che cosa ho in mente, farti leggere le bozze, tenere in considerazione i tuoi commenti. Vorrei portarti dove devi andare e organizzare il tragitto per venirti a riprendere. Mi piacerebbe mi svegliassi al posto del trillo dell’orologio e che il mio telefonino avesse una suoneria dedicata a quando chiami tu. Proveri piacere a fare la spesa pensando di cucinare qualche cosa che ti piace e fare la raccolta differenziata convinto che sei eologista. Vorrei non fumare perchè ci baciamo in continuazione e fumare di continuo per mascherare nel fumo la nostra luce. Vorrei passare dalle torrefazioni a prendere le caramelle che ami per portarti un pensiero che apprezzi e mangiarne un etto su una panchina al giardino degli aranci mentre mi racconti come vedi il mondo. Mi piacerebbe avere un elenco pronto di opzioni possibili per il resto della mia vita perchè sia la mia musa a valutare le migliori. Vorrei fossi qui, ora, per non dover parlare da solo.”
“Ti sento… attento!” E quasi lui non finiva in braccio al poliziotto che vedendoli arrivare si era fermato a controllare questi due con le valigie, stranamente vuote, in mano.
“Mi piacerebbe potessi sentirti a casa tua quando sei da me e a mio agio quando vengo a trovarti. Vorrei utilizzare la bacchetta magica davanti ai tuoi occhi e le mie ali per vedere insieme a te, dall’alto, questo ovunque del mio amore. Mi piacerebbe tu non desiderassi altro che me… Proprio così cos’è?…” Lei aveva tirato fuori un qualche cosa che aveva attirato l’attenzione dei passanti “Scusi” e lei continuò: “E’ molto bello quello che dici, ogni donna vorrebbe avere qualcuno che faccia quello che vorresti fare tu, dica quello che dici tu e pensi come pensi tu…ma , vedi, è proprio questo il punto: ogni donna, ed è questo quello che tu cerchi…non tutte le donne intendiamoci, ma semplicemente qualcuna con cui poter sfogare questo enorme bisogno che hai di avere una musa.” “Una Lancia musa?”, “Stupido!, no. Stammi a sentire. Io non voglio questo… in realtà non credo di volere neanche l’Amore in questo momento… ne ho talmente tanto di mio che mi troverei in difficoltà.
Se penso a ciò che desidererei, mi viene in mente qualcosa che trascende completamente ciò che noi siamo abituati a chiamare Amore….quello che intendo io è reciproca devozione e partecipazione ad ogni singola emozione che scuote l’anima.
Il mio spirito pessimista -forse sono semplicemente realista- mi spinge a pensare che ciò non è possibile per me, per noi, e poi devo sempre fuggire più veloce del vento per paura che possa invece accadere! Sono strana e complicata, ma non più di tanti altri.
Sei ancora convinto di volermi corteggiare? Guarda che non faresti un buon affare… Intanto che fai? Vieni o no?” “Vengo!” Anche lui tirò fuori la pistola ed entrarono nel negozio del gioielliere con le calze di lei sul viso.

Bellezza d'Agosto


M’aggiro fra ricatti e botte e licenzio
la mia anima mezza vuota e peccatrice

e la derelitta crocifissione mia sola
sa chi sono: spia e ricattatore
che odia i suoi simili. E non trovo

pace in questa lotta
contro la mia rovina, il suo sfacelo.

Dio! Non attendo che la morte.
Ignoro il corso della Stoia. So solo
La bestia che è in me e latra.

A Pier Paolo così diceva Dario. Ed una mesta vita prospettava della sua vitalità graffiata.
Si aggirava una sera in P.zza Farnese mentre il vino rosso riscaldava l’estate ancora gelata e solitaria in questa città. Ero un bambino che scriveva dio senza punti esclamativi e lui gia consumato guardava dritto davanti a se e portava il fazzoletto. Notai il fazzoletto e non il cappello che solo dopo seppi essere di un poeta.
Agosto è il mese più freddo dell’anno e che bellezza la Domenica Roma assopita.
Continuo a pensare sia d’Amore il mio cappello e di luce la pioggia che preannunciandosi preclude la vista al di là del fiume. Spesso ci scordiamo che c’è il fiume qui a Roma. E che è confine di questa città. Sono sempre stato di qua e attraversandolo sempre ho pensato di andare altrove. Che grande viaggio ignorare quel che fu d’altri il ponte, che grande avventura ricordare queste sponde figlie della nazione e dall’alto del Ponte rotto volare giù per poi chiamare Bellezza e Pasolini a vedere le bambole del Re dei topi adescare i signori.

Buon ferragosto a chi in città non c’è.

Benvenuti in questa città dove c’è posto per tutti. C’è posto anche per me che da questa mia finestra vedo il mondo scorrere piano e tutto e sono felice.

Questo nel dolore è compimento felice.
Chi ama la vita lo conservi e bruci,
ma resti impassibile, di marmo
a contemplare la sventura mia
e il disinganno. Ché solo la morte
esiste e a lei m’affido, tranquillo
negatore terrestre delle Stelle.

Un fiore, una dea, un diamante e un gregge


Su, o Galle, insieme a me correte ai foschi boschi di Cibele,
insieme correte, errabondo gregge della signora di Dindimo,
voi che come esuli cercate terre straniere
avete suguìto, compagne guidate da me, il mio stesso cammino
e sopportato il mare rischioso e le tempeste marine,
voi che eviraste il corpo, perché troppo odiavate l’amore,
rallegrate con scorribande veloci l’animo della nostra signora.
Bando ai pigri indugi del pensiero: correte insieme, seguitemi
Al tempio frigio di Cibele, ai boschi frigi della dea,
dove risuona la voce dei cembali, dove rimbombano i timpani,
dove il flautista frigio emette cupi suoni dalla canna ricurva,
dove le Menadi coronate d’edera agitano con forza il capo,
dove esse celebrano le sacre orge con squillanti ululati,
dove di solito volteggia l’errabondo corteo della dea,
dove ci conviene andare veloci con impetuose danze.

C’è la dea, magna mater. C’è l’edera e l’orgia. Il consiglio fraudolento non è altro che consiglio di uomo a donne. Parla Attide dalla triste storia , uomo aperto che folle si disse.

Girovago


In nessuna
parte
di terra
mi posso
accasare

A ogni
nuovo
clima
che incontro
mi trovo
languente
che
una volta
già gli ero stato
assuefatto

E me ne stacco sempre
straniero

Nascendo
tornato da epoche troppo
vissute

Godere un solo
minuto di vita
iniziale

Cerco un paese
innocente

Dopo che il caro, vecchio Giuseppe mi ha aiutato a dire il sentimento che anima gli ultimi miei anni passiamo alla cosa più importante: il post fuori previsione di oggi.

Ho deciso di fare la corte ad una donna, non sapendo quale fosse la più adatta per la mia amatoriale compulsione amatoria (ho le idee confuse da qualche tempo sulle donne, prima le avevo chiarissime) ho deciso di fare una corte telematica ad una sconosciuta (quando saprete di me ucciso, con le tenere orecchie di un coniglio che escono da una pentola sul fuoco a fare da scena del crimine penserete che me lo sarei dovuto aspettare).
Lei vuole che io mi impegni nel conquistarla, buon segno, molto probabilmente è veramente una donna. Ed io mi inizio ad impegnare con un piccolo plagio:

“Quel che non si deve mai dire nel fare la corte ad una donna ovvero quasi duecento verità.”

1. Ho offerto da bere a tutti in un bar
2. Ho scalato una montagna
3. Ho fatto il bagno nudo nel mare
4. Ho detto ti amo credendoci
5. Ho abbracciato un albero
6. Ho fatto uno strip tease
7. Sono stato a Parigi
8. Ho visto una tempesta marina
9. Ho passato la notte sveglio fino a vedere l’alba
10. Ho dormito sotto le stelle
11. Mi sono ubriacato
12. Ho fumato erba
13. Ho guardato le stelle con un telescopio
14. Mi è venuta la ridarella in un momento inopportuno
15. Ho fatto sesso orale
16. Ho scommesso e vinto ai cavalli
17. Mi sono finto malato pur non essendolo
18. Ho fatto battaglie a palle di neve
19. Ho gridato con tutta la mia forza solo per il gusto di farlo
20. Ho messo in atto una fantasia erotica pensata a lungo
21. Ho fatto un bagno romantico a lume di candela
22. Ho fatto una doccia con acqua gelata
23. Mi sono messo a parlare con un mendicante
24. Sono stato su un roller coaster
25. Ho ballato come un matto fregandomene degli altri
26. Ho parlato con accento straniero per un giorno intero
27. Ho visitato il luogo d’origine dei miei antenati
28. Almeno una volta mi sono sentito felice della mia vita
29. Ho visitato tutti gli Stati dell’America
30. Amo il mio lavoro in ogni suo aspetto
31. Ho confortato qualcuno che è stato smerdato di brutto
32. Ho ballato con estranei in paesi stranieri
33. Ho masturbato altre persone
34. Ho fatto un viaggio on the road
35. Ho fatto alpinismo
36. Ho mentito alla dogana
37. Ho fatto una passeggiata notturna per la spiaggia
38. Ho avuto il cuore spezzato
39. Al ristorante mi sono seduto a mangiare con estranei
40. Ho munto una mucca
41. Sistemo i CD in ordine alfabetico
42. Ho sognato di essere un supereroe da fumetto
43. Ho cantato in un karaoke bar
44. Sono stato a letto un giorno intero
45. Ho fatto immersioni subacquee
46. Ho sognato di essere invisibile
47. Ho fatto l’amore con qualcuno senza desiderarlo
48. Ho baciato sotto la pioggia
49. Ho giocato nel fango
50. Ho giocato sotto la pioggia
51. Ho fatto qualcosa di cui pentirmi senza essermi pentito affatto
52. Ho scoperto che qualcuno ha scoperto il mio blog
53. Ho rotto una finestra o un vetro
54. Ho visitato siti antichi
55. Ho ascoltato la stessa canzone per più di ore
56. Ho rovinato una festa
57. Ho pianto vedendo un film
58. Ho amato qualcuno che non lo meritava
59. Sono stato baciato appassionatamente da provare le vertigini
60. Ho fatto sesso in ufficio
61. Ho fatto l’amore in ascensore
62. Mi sono astenuto dal sesso per oltre giorni
63. Ho cucinato biscotti
64. Mi è venuta la pelle d’oca sentendo la lingua di un’altra persona
65. Sono stato in uno studio tv come pubblico
66. Mi sono masturbato in luogo pubblico
67. Mi sono ubriacato da non ricordare più niente
68. Ho comprato una casa
69. Parlo più di una lingua più o meno
70. Mi sono fatto bendare
71. Sono stato coinvolto in una rissa
72. Di recente ho comprato e ho giocato con qualcosa d’infantile
73. Ho girato in bici in un paese straniero
74. Ho scoperto qualcosa d’importante sui miei antenati
75. Ho traslocato e iniziato vita in un’altra città
76. Sono stato sul Golden Gate Bridge
77. Avrei voluto essere in un telefilm
78. Ho cantato in macchina per almeno miglia
79. Sono sopravvissuto a un incidente stradale
80. Ho fatto diete
81. Ho accarezzato animali di cui ho paura
82. Ho fatto innamorare senza poter ricambiare
83. Ho ucciso animali
84. Ho partecipato a un safari in Africa
85. Ho guidato una moto
86. Ho guidato un trattore
87. Ho mangiato funghi trovati nel bosco
88. Ho fatto sesso anale
89. Ho subito operazioni chirurgiche
90. Ho fatto l’autostop
91. Ho dormito per tutta la durata di un volo aereo
92. Ho visto più paesi stranieri che stati americani
93. Ho fatto l’amore all’aperto
94. Ho avuto relazioni per la durata di oltre un anno
95. Ho fatto cambiare idea a qualcuno su qualcosa
96. Ho cambiato idea su qualcuno o su qualcosa
97. Ho avuto paura di morire
98. Ho letto Omero
99. Ho rubato al ristorante
100. Ho rubato al supermarket
101. Ho chiesto scusa molto tempo dopo
102. Sono stato eletto capoclasse almeno una volta
103. Ho pianto per una giornata intera
104. Ho barato al gioco
105. Mi sono masturbato insieme ad un’altra persona del sesso opposto
106. Ho comprato scarpe e vestiti ad un mercatino rionale
107. Ho vomitato in luogo pubblico
108. Ho comunicato con qualcuno non conoscendo la sua lingua
109. Ho rubato la saponetta dall’albergo
110. Ho bucato le ruote di una macchina o strisciato la carrozzeria
111. Ho ruttato davanti ad altre persone
112. Ho copiato un compito in classe
113. Ho fatto sesso al primo appuntamento
114. Ho assaggiato un cibo coreano
115. Ho pensato seriamente al suicidio
116. Ho odiato
117. Ho lavorato in un bar
118. Ho baciato un ragazzo/a straniero/a
119. Mi sono perso in una città sconosciuta
120. Ho tirato dei bidoni
121. Mi sono innamorato di un amica
122. Ho assistito ad un incidente stradale
123. Sono stato legato
124. Ho avuto un colpo di fulmine
125. Ho sentito la mancanza di un ex
126. Ho giocato a briscola
127. Ho tenuto un diario segreto
128. Sono stato con una più piccola di me
129. Mi sono spacciato per qualcun’altro
130. Mi sono arrampicato su un albero
131. Ho desiderato che una notte non finisse mai
132. Ho fatto una pazzia per amore
133. Ho fatto il bagno di notte
134. Ho fumato il narghilè
135. Ho scritto una lettera d’amore
136. Ho fatto sesso in un cinema
137. Ho fatto l’amore in macchina
138. Ho perdonato
139. Ho fatto un incidente in macchina
140. Sono stato vittima di uno scherzo
141. Sono stato in un night
142. Sono stata in un club privè
143. Ho mentito spudoratamente
144. Ho fatto un murales
145. Ho fatto lo stronzo
146. Sono stato con più persone nello stesso giorno
147. Ho ricevuto i complimenti per una cosa che so fare molto bene
148. Sono stato in un campo nudisti
149. Ho scoperto che qualcuno mi sputtanava di nascosto
150. Per rabbia ho rotto degli oggetti
151. Sono stato al telefono per più di due ore
152. Ho scritto una poesia
153. Ho partecipato a un rave
154. Sono stato a casa di uno sconosciuto
155. Ho detto una cosa e subito dopo ho fatto il contrario
156. Faccio abitualmente spuntini di mezzanotte
157. Ho spiato dal buco di una serratura
158. Ho origliato ad una porta
159. Ho camminato su un tetto
160. Ho conosciuto un travestito o una trans
161. Ho letto più libri in un giorno
162. Ho fermato qualcuna per strada per conoscerla
163. Ho fatto la sauna
164. Ho tradito
165. Ho preso una multa
166. Sono stato inseguito da cani inferociti
167. Ho ricevuto delle proposte oscene
168. Ho fatto di tutto per rendere felice una persona
169. Sono stato ai Caraibi
170. Ho fatto un
171. Sono stato ad un concerto
172. Ho guidato senza essere in grado di farlo
173. Ho fatto giochi alcolici
174. Sono andato da qualche parte dicendo a tutti che andavo da un’altra
175. Sono stato raccomandato
176. Mi sono iscritto ad un partito
177. Ho desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararmi
178. Ho avuto una storiella in vacanza
179. Ho desiderato di andare a vivere all’estero
180. Ho viaggiato senza biglietto
181. Sono stato con qualcuno per passatempo
182. Ho volato
183. Ho avuto incubi ricorrenti
184. Ho girato nudo per casa e lo sono tutt’ora…

Si può riflettere su altre 116 cose che si fanno (il totale è trecento) -e che non ho ancora fatto- visitando http://non_io.blog.tiscali.it dove l’autore a sua volta cita una fonte ulteriore (inizio a pensare di avere qualche devianza nello scrivere dovuta al mestiere). Tante altre cose che ho fatto e che non erano comprese nella lista saranno la verità di quando il mio impegno sarà stato reputato sufficiente.

Quindi continuo ad impegnarmi sostenendo il mio motto con il quale saluto:

Conoscere i propri limiti e superarli sistematicamente.

Ciao karantez e che Odino me la mandi buona (che mi faccia udire un si)

PS. Quanto prima posterò una ricetta a base di coniglio, unire l’utile all’amorevole diletto sarà forma d’impegno d’intelletto.
Riferimenti: Lei chi è?

Teatro notturno sotto il segno del Cancro


Unico ricordo: la speranza, consapevolezza di essere stato con miopi occhi azzurri o turchini come cielo sbocciato di fresco. Bianco e nero. Il bianco delle lenzuola dove, prima o poi tutti terminiamo un viaggio. Nero del pozzo dove la luna, prima o poi cadrà, tutti ne sono certi da queste parti. Rimpianti. Con l’esplosione passa il tempo sospeso tra un pallone aerostatico e il filo acrobatico del clown onnipresente nelle rappresentazioni di pubblico svago, nelle piazze gremite di colori che sanno di contado. Triste e poco fastidioso: grigio, paura di compromettersi: grigio. Meditazione pavida e puerile: grigio Solo grigio il mio mondo ora… Le sensazioni sono unicorni che volano fra gli arcobaleni prodigi della tecnica che buon Dio ha dato. Sono stelle consumate dai vizi astri di immensa luce amplificata dall’effimero. Buia notte, in compagnia di una clessidra rotta di sabbia che scorre tra le dita baci alla brezza, urla ai palazzi che non ascoltano lo smog delle città e la gente pavida prigioniera di prigioni: cemento e silice i concetti si accavallano, istantaneamente mi sfuggono, indefinibilmente mi faccio portare da loro. Nessun motivo, apparentemente, spinge a tremare, la rete leggera a catturare ciò che la parola é al di là di sfumature di colori per me senza significato. Dentro una pasticca la linfa… Le parole fuori dalle braccia e dalle gambe e da ogni lembo di pelle portate dal magma da esse stesse generato. Questa é l’essenza anche ciò che scrivo é grigio e pavido come una canna si piega e mi porta ad ogni ventata sempre più su, verso la Sensazione. Invoco aiuto cerco stelle, la stella polare per orientarmi ma Venere mi inganna, la rosa dei venti si appassisce tra le mie mani. Il concetto é sopra a me, sono sopra a me, e un accenno di colore forse c’é. Notte di Luglio. Caduco il pensiero della possibilità che ‘sta poca sabbia dalla battaglia venga su e la mia mano ne sia di nuovo piena. Possibilità di colorare l’alba: nessuna. Piano perpendicolare ora. Piano. Piano imparo a render turchini i colli di Roma, a riflettere se vale la pena, il giocarsi tutto alla roulette: senza saperli poi distinguere il rosso e il nero Ora so. Il mio quadro null’altro é se non il bacio mancato di Luna e Venere dentro al bar di periferia dove passo ormai la vita dove sfottere equivale a fare l’amore e sbronzo é un apostrofe comune. E’ una notte di Luglio e passa in fretta: treno che tutti prendono per dare un addio e fare finta di piangere perchè il bianco fazzoletto non sia sprecato. Un lungo bacio arriva immancabile tra quei colori null’altro che canzoni cantate da una voce stonata. La giuria é contro di me. Il giudice mi guarda come se uccidere una parola sia grave come rubare un bacio o opporsi alle onde (unica cosa ancora libera). Recito il mea culpa: mia massima colpa: Ho ucciso Colore e ne sarò punito, ma morirò in grigio guardandomi dall’alto del concetto. Non ho bisogno di assoluzioni preliminari che lascino uno spiraglio perchè la mia anima possa non essere insudiciata dai vostri sputi. Leggo sotto il sole. Scrivo la notte, notte di Luglio questa. In una leggera dissolvenza incrociata colgo l’occasione di rappresentare. Grigio chiaro & Grigio scuro Giorno & Notte Prima & Dopo Melodia & Silenzio Amore & Indifferenza Concetto & Stupidità Capelli ricci & Cecità completa …I Fotogrammi si susseguono e mi ritrovo nudo di fronte ad uno specchio che si accende, illumina la mia stoltezza ma una notte di Luglio si sa passa in fretta: treno rapido Roma – Milano con una bomba in prima classe che cambierà l’ultima destinazione di alcuni passeggeri che saranno presto dimenticati nelle cronache grigie del dopo-attentato (troppo simile al dopo partita), nei fotogrammi delle interviste di pubblico svago-rammarico (ricordano quasi i clown nelle piazze nel simpatico tentativo di camminare su un filo sospeso in aria subito sotto al pallone aerostatico). La sabbia scorre, come un fiume. Scava valli coltivabili e sature di nebbia. Tempo & Libertà, é in dubbio di quale dei due concetti sia più vicina la morte terrestre. Unica cosa certa: le notti di Luglio passeranno in fretta ed io non saprò mai cantare. Verdetto della giuria (silenzio in aula scaturito da molteplici martellate sul legno) Innocente! (disapprovazione dell’aula testimoniato da pesante, penetrante mormorio e nessun sorriso) Motivo: “Il fatto non costituisce reato”. E si arriva alla fine della storia quando Libertà sopravvive alla morte di tempo (la lancetta è minuscola, non é un caso). Il protagonista spegne la sigaretta in un posacenere lì per caso e si trova a volare verso i suoi occhi che si sa sono ormai grigi, portato dal concetto. Libero. Null’altro. Tutto questo é una notte di Luglio (potrebbe essere il cinquantenario di un errore dell’aviazione americana… ma questa é solo un ipotesi poco credibile) che passa in fretta come il ricordo di Uomo morto, anche solo nei nostri pensieri. E volo libero verso un miraggio, una variazione sul Tema una ostinata indifferenza, una cecità teatrale, irreversibile o una melodia ed Amore senza nessuna possibilità di sopravvivere. Continua la mia lettura e arriva il punto, sarà l’alba che nasce o la neve che cresce tra la battigia e l’Appennino o, meglio ancora, la canzone che lambisce il padiglione auricolare delicatamente (con maggior forza il lobo temporale) per poi esplodere nel cuore non avvezzo a tali parole: buon dio é morto e l’arcobaleno insieme a lui. Le istantanee sono bruciate nel rogo appiccato dai vecchi che non potendo vivere odiano con tutte le loro rughe la morte senza reverenza alcuna per chi é più anziano di loro. Il concetto è unico come il partito ai tempi migliori. La libertà è assoluta come se fossi stato gettato attaccato ad un aquilone dal filo di centomila metri la morte inaccettabile per chi non vive quando la libertà lo imprigiona. Dall’alto del mio piedistallo eretto per l’occasione saluto una folla di grigie anime perse nel caldo di un’alba di Luglio prigionieri di una città senza l’anima ormai evaporata fra i granelli della sabbia di ieri. Già. Sulla strada ci sono ancora i segni di Strage che il tempo non lava e la pioggia nel caldo evapora (bisogna ricordare la latitudine, sarebbe troppo facile parlare solo di Archimede) 19 Luglio Giorno di Innocente & Colpevole che termina comunque in una galleria (la possiamo intendere come notte o più semplicemente come il traforo di un monte, di qualche massiccio, chissà se in Europa o in Asia). Una notte di Luglio si sa passa in fretta, so! ora conosco il grigio del non essere la tristezza di non potersi esprimere la stoltezza di chi generalizza (in questo momento l’ovazione si fa sempre più forte e raggiunge il cielo con il suo fragore), crollano i miti canonizzati, urla null’altro. Nelle mani un tratto sulla situazione in cui ci si viene a trovare alla partenza dell’aereo verso la nostra ultima destinazione: Budapest o Pechino o la stanza accanto la cosa importante é che il concetto sia lì… Sono io. Sono solo. C’é un’interrogazione parlamentare sul significato da attribuire alla parola Libertà ma in un’altra notte, in un altro paese (non dappertutto ci sono stati bombardamenti) un altro Protagonista, (non tutti hanno scelto il grigio, forse lui ama il rosso e tutto vede di quel colore brillante) Ucciderà anche lei e sarà giudicato innocente, perchè “Il fatto non costituisce reato”. Istrione ramingo. Poeta emarginato. Cantante stonato tante le possibilità (come tutti sanno il romanzo é basato sul sistema: allo stesso modo della perforazione di un monte o dell’estrazione di un dente oramai morto). di un protagonista eccentrico di un omicida renitente alla leva. I titoli di coda scorrono e il film, quello vero per nulla é iniziato. Una notte di Luglio si sa passa in fretta come il ricordo di alcuni eroi o i fotogrammi di un film o i baci di un amore puerile che tutti hanno vissuto. Passato oramai remoto e la storia finisce senza nessun colpevole. Già é giù il sipa
rio!
Riferimenti: Man Ray

Ritratto per l'eteronimo


Morisse l’Ulisse e
issasse l’ancora
l’ultimo fiore

contrastasse l’onda
prima che venga
alla fonda

Fondamenta partenopee
delle radici etnee
l’Eneide è
a un pizzico di lira

San Felice Circeo
Atreio e filisteo

ateo delle ascisse
le ordinate stanze
scrisse il cuore
di lui