Perché


Perché
è l’Alfa
e l’Omega

Perché in principio
Perché ho fame
Perché amo

Perché a metà
domanda
“Quanto tempo ancora?”

Perché a metà domanda
“A che pro tutto questo?”

Perché alla fine
non dirà nemmeno
“Muori”

Riso con gamberi (tricolore)


Ingredienti per due persone, piatto unico:

Per il riso:
4 tazzine da caffè di riso basmati
1 cipolla
40g di burro
8 chiodi di garofano
sale

Per i gamberi:
500g di gamberi
1 cipolla
20g di burro
350g di passata di pomodoro
un cucchiaino di concentrato di pomodoro
4 cucchiai di curry
3 cucchiai di latte di cocco
sale

Per il tricolore
Un cespo di lattuga
Olio e aceto
Sale e pepe q.b.

Preparazione:
Il riso: fate imbiondire la cipolla nel burro, saltate il riso aggiungete i chiodi di garofano aggiungete acqua in quantità doppia rispetto al riso, salate e finite di cuocere in forno fino a che l’acqua non si è assorbita.
I gamberi: fate appassire la cipolla nel burro, aggiungete i gamberi e il curry, dopo due minuti versate la passata e un cucchiaino di concentrato di pomodoro, salate e fate cuocere per quindici minuti quindi aggiungete il latte di cocco e fate riposare lontano dal fuoco.
Il tricolore: pulite il cespo di lattuga e tagliatene le foglie, preparate una vinaigrette con sale e pepe olio e aceto e condite l’insalata.
Servite le tre preparazioni in tre contenitori uguali o, insieme, nello stesso piatto singolo diviso in tre spicchi.

Luca

Avvertenza e note introduttive:

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Quartina 137


Arreda la tua mente e vivi lì,
fuggi la fosca fiera dei felici.
Devi soffrire meglio di così
se vuoi sventare i loro malefici.

Filetto al pepe verde

Ingredienti:
400g di filetto
Burro 30g
Cognac
Pepe verde
Panna
Sale

Preparazione:
Mettete il pepe verde in un po’ d’acqua per qualche minuto quindi schiacciatelo sul tagliere col dorso del cucchiaio e passateci le fette di filetto. In un’ampia padella fate schiumare il burro e cuocetevi il filetto al pepe. Quando è cotto salate, bagnate con il cognac e fate flambé. Quando si spegne il fuoco ritirate la carne, mettetela nel piatto e nappatela con il fondo di cottura diluito con la panna e lasciato restringere a fuoco vivace.
Chi non volesse in nessun caso utilizzare la panna può adottare la soluzione di infarinare la carne e sciogliere il fondo di cottura con una punta di concentrato di carne e poco latte.
Il passaggio d’accensione del cognac si ottiene avvicinando il bordo della pentola al fuoco o, se si è fumatori, con un normale accendino.
Il contorno a mio avviso ideale sono le patate duchessa ma il purè può andar bene alla stessa maniera purché non vi sia un eccesso di noce moscata.

Biscuit all'amaretto

Biscuit all’amaretto

Ingredienti:
3 tuorli
60g di zucchero
50g di amaretti
50cl di liquore all’amaretto
250cl di panna

Preparazione:
In una ciotola a bagnomaria montate con una frusta i tuorli con lo zucchero fino a che non moltiplicano di volume quindi aggiungere a poco a poco il liquore. Lasciate raffreddare la ciotola immergendola nel ghiaccio e nel frattempo montate la panna. Aggiungete gli amaretti tritati e la panna al composto mescolando dal basso verso l’alto e delicatamente. Versate in uno stampo o in due stampini individuali e mettete nel freezer per qualche ora. Per sformare aiutatevi con un canovaccio inzuppato nell’acqua bollente con il quale fasciare lo stampo.

Moleskine


Tre stelle brillano
In una piazza
Tutta nuova
Che di notte fa paura

***

Mi permetto di creare
Una perfetta moda mare
Invece d’una maglia
Di una cotta
O una albicocca

Non fa freddo e non piove
Eppure il calore
È del Nord

Un laghetto e una fontana
Il sole
Qualcuno che ti ama

***

Penso troppo spesso di passare per fesso
Non che la cosa giusta non sia giustificata
Ma facendo attenzione la vita è meno ingrata

Più che positivo questo aperitivo di realtà
È qua, davanti a me nel mondo che c’è

Se non c’è luce la si accende e si trova
Ciò che si vende

***

Ho passato del tempo ad ascoltare il vento
Salire, cessare d’inondare
Questo cieco mare
Di luce
Ché
Al sole basta
Una nuvola per perder la ragione
E lasciarci in prigione ascoltare il vento andare

***

Via da qui non c’è lontano:
parallelepipedi di plastica
a modo di scudo umano
sfiorano chi mastica
insaziabilmente,
da una vita della mente,
una metafisica che non faccia male
a niente

***

Nella prateria è il vento che toglie e dà
Il respiro, ti porta, in giro
Da mangiare
Dice dove andare

A un tratto ho deciso di fermare lo sguardo
Alzarlo all’improvviso

Bisonti non ce ne sono
L’aria serve ancora
A portarti
Verso i punti cui appoggiarti

***

Un ennesimo giorno d’Agosto
Pesce d’Aprile, Primo Maggio

Sembra d’essere un saggio
Malinconico, insomma
Quasi ostaggio
Dell’ombra pizzuta
Di questa piazza muta

***

Incredibile pesare
Fingesse
Anche il mare
C’era luce
Senza aspettare
Che i fulmini ci facessero incontrare:
Avevi freddo e non hai voluto aspettare

***

Ma vi rendete conto che ogni sconto
Pretende un acquisto?

Fissato in un solo chiodo fisso
Appeso, direbbero, a mo’ di stoccafisso

Compro fritto
Maiale
Tutta roba che fa male
Il formaggio non lo riesco ad annusare

Ho ottenuto uno sconto
Avrò pagato la pena?

***

Si costruiscono piazzette
Un po’ qua un po’ là
Mi permetto d’apprezzare un’ombra
Che apprezzare sembra l’occhio
Nella piazzetta del centro
I cani non sanno
Quale giardino
Frequentare

Noi, affacciati sulla nostra
Sbirciamo ed amiamo
Insomma
Costruiamo

***

Se non è un dono
Saper cantare
Cosa si deve
Saper fare
Per essere donati
Sull’altare degli innamorati

***

Se non la smetto esplodo
Penso affamato
Disarmato per il mondo
Distanziato dal profondo

Sensibile alle foglie ed alle voglie
Di nuvole spoglie
Di pioggia
Armatura nuova di foggia

***

Una famiglia tutta
Unita intorno alla frutta
Nell’ora di cena che non è sera

Un po’ di luce
Di sottecchi
Senza
Incontrare i tetti
Illumina lunghe le spalle
Ed i picchetti non ancora piantati

Nuvole non ce ne è

A legger le carte sarà luna piena

Un’anima in pena sconcerta la scena

***

Per i canali
Per le persone
Affronto la tenzone

Il mondo gira
Che ti rigira
In tondo
E il fondo né si vede
Né lo toccheremmo con un piede

D’un sol balzo salto
Biciclette e motorini
Vedo una pubblicità
Di Santorini e parecchi
Manichini e negozi

Sanno tutti che sono qui

***

Tu mi vuoi così davanti a tutti?

Davanti a tutti e tempo che non ho problemi.

Non è il fatto che è pieno di gente
E che non mi sento diligente

È sola la mente
E non c’è poi tanta gente
Comunque anche vedesse non capirebbe niente

***

Ho ancora di pensare più paura
Che di parlare dell’età oscura

Tacendo con la mente
Che sia più o meno importante
Riesco a immaginare
Mostri oscuri
Da amare
Per accettare
Quel che sono venuti a fare
Ed ignorare il pericolo
D’affrontare
Una missione
Nel sentimento d’amare

***

Difficile ordinare da mangiare
Spesso non si riesce a capire
Cosa esattamente si vuole
Per poi ammirare
Estasiati e stupiti
I piatti portati agli altri

Si crede nell’una opportunità
Poi si sceglie la semplicità
Astinenza, la conoscenza

“Mi dispiace, è chiusa la mensa”

***

Ho una grande padronanza della scena
Spesso salto la cena

Ho un amore insensato verso le cose belle
Verso la ricerca delle stelle

C’è imparzialità nel giudicare

E nel volere un poco di calore
Un riflettore, anche solo uno spot

Non c’è invece
Niente di importante
Se non che illumini anche la mia amante

***

La lattina di birra
In Olanda
Ad Amsterdam
Sull’erba di un parco enorme
Popolato delle orme del passato
In cui sono scappato

Nella lattina sembra volerci finire il vento
Con il suo tormento

Alla fine alzo il mento
Comunico a stento
Un momento

***

Grandi, grandissimi occhi
Perché io guardi e non tocchi

Ma se mi toccassi per il freddo
Si muoverebbero i sassi

***

Ho avuto da bambino
Una giacca autentica
Da pellerossa scout
Dei fratelli blu

Rinnegato
Ho pensato
Mi avessero fregato
Una parte della mia vita
Senza che riuscissi a toccarla con le dita

Sul treno
Senza che ne capissi la velocità
È salito un bandito
Bianco, malvestito

Ha pensato fossi lo sceriffo
Ho salutato con la mancia, brutto ceffo

***

Un poco di luce basta
A cuocere la pasta
Non è certo sufficiente
Per tirare fuori il più segreto ingrediente

Ricordo tanta luce
Su un pasticcio in gelatina
Che toglieva, pur freddo, la brina
Dell’alba del Nord

C’è luce a sufficienza per capire che sto restando senza

***

Tutto fa credere
Tornando a casa
Che qualcuno non faccia
Che aspettare di guardare in faccia
Il tornare delle lunghe braccia

Il tuo tornare
Ad un lavoro da amare
Magari un bacio da scansare
Una segretaria che non sa cosa fare

Di sicuro
Non tra queste mura spoglie
Vorrei mia moglie, magari con le doglie

***

A volte viene l’affanno
Per quanto ginnasio si sia fatto
Per volteggiare, imparare quel che si deve fare

Riteniamo indispensabili
Le date memorabili

Spesso sono loro
Per quanto difficili
Da ricordare
A portarci a scuola
Per volare

Ricordarci che qualcosa è da fare

***

Sedendo dalla parte del torto

I posti degli occupanti
Restavano per gli astanti
Assonnati e stanchi si svegliavano

Ai teatranti il sole
Sembrava non voler giungere
Dato che le chiome non avevano niente da aggiungere
Ai visi arrossati dal freddo, dal vino e dal divino

Sorse il sole, ma con la calma della sera

***

Fai un video, con belle donne
E dici sia folle
Usarle a mo’ di molle

Parli delle bolle e sposti zolle
Di terra e meraviglie
Di coccio
E sapone, oramai,
ne usi poco, quasi scottasse

Ridi del riso altrui
Di pasta ne mangi, a casa
Sul divano
Spesso troppo ben condita

Per il resto mangi troppo poco,
viene voglia d’invitarti a cena

***

Figli di un Dio minore
Non sappiamo coglier l’attimo
Per non sentir dolore

Quando quel poco lo sentiamo
Riusciamo a capire
Che basta poco
Per non sentire ciò che amiamo

***

Il prossimo passaggio sono le api

Le vespe già adorate
Non sembrano innamorate

Con meraviglia
Le ho ammirate e colorate,
perché non vi calmate?

Per quanto riguarda
Questo mio miele
Non voglio abbia per voi
Il sapore di fiele

***

Per quante siano le pene
Non si riesce a scrivere del locale
Fuso orario

È uno scenario umano
Manifesto

Esco solo con me stesso

***

“In piedi, su, alzati dal letto
fai smettere questi rumori sul tetto”