Calamari fritti

Calamari fritti, secondo piatto o tapa

Ingredienti:
200g di calamari puliti a persona
Farina di semola di grano duro q.b.
Olio
Sale
Limone

Preparazione:
Pulite i calamari e tagliateli a rondelle, passateli nella semola fino a che non risultino asciutti quindi friggeteli pochi per volta a seconda della capienza della padella. Scolate su carta assorbente, salate e servite accompagnati da uno spicchio di limone.

Bavarese open source

Bavarese di frutta, open source

Ingredienti:
1 vaschetta di fragole (o altra frutta succosa)
25 cl di panna
20g Zucchero
Gelatina, 3 fogli

Preparazione:
Pulite le fragole, su fuoco moderato fatele cuocere con lo zucchero e un cucchiaio o due di acqua fino a che lo sciroppo non sia denso. Fate ammorbidire la gelatina in poca acqua fredda per almeno cinque minuti. Ritirate dal fuoco le fragole e passatele al mixer aggiungendovi i fogli di gelatina strizzati fino ad ottenere una salsa liscia, lasciate intiepidire. Montate la panna, aggiungetela delicatamente alla salsa di fragole, distribuite in contenitori individuali e lasciate in frigorifero per almeno tre ore. Per sformare utilizzate un panno caldo umido con il quale intiepidire il contenitore prima di girare sul piatto.

Una storia felice


L’opera verte su un fenomeno economico che influisce in maniera non trascurabile sulla vita di una nazione, sviluppandosi inoltre da manifestazione occasionale ad elemento di confronto per i vertici politici sull’andamento dell’economia nazionale. Compito non facile.
Ricercare le basi ed i primi sviluppi programmatici, per poi concentrarsi sull’applicazione di tali progetti da parte dello Stato, in materia di Gas Naturale, ha significato portare avanti la ricerca sull’Ente Nazionale Idrocarburi, sulla controllata capo settore Società Nazionale Metanodotti e sulle rispettive controllate. Prendere in considerazione un periodo di trent’anni- il minimo per seguire un processo di sviluppo di così ampia portata- e in ogni modo considerare i presupposti socio economici sviluppatisi, dallo sbarco delle truppe alleate all’inizio del capitolo ENI.
A complicare il “mestiere di storico” dell’energia gli sviluppi contemporanei del fenomeno Gas e la possibilità di vedere l’oggetto della ricerca divenire altra cosa rispetto a quel che era nel periodo preso in considerazione. Fenomeno questo pericoloso ma inevitabile nello studio della contemporaneità: gli sviluppi della privatizzazione nel settore e del sistema di regole Europee porta a lasciare aperte molte ragioni di ricerca che appaiono nello studio degli ultimi vent’anni. Non lascia quasi dubbi però sull’interpretazione del periodo della presidenza di Enrico Mattei, fino alle prime importazioni e poi all’allargamento del sistema di approvvigionamento all’Africa settentrionale, periodi questi ultimi ben riconoscibili e necessari di approfondimento.
Le basi del processo economico in questione, o per dirla con un linguaggio smaliziato della metanizzazione, si ritrovano nella “fortuna” di non trovare il più desiderato petrolio e nella fortunosa coincidenza di domanda energetica crescente: tentare di mettere in relazione il gas della Pianura padana con il “miracolo economico” in un rapporto di causa-effetto, quale che sia il posto occupato dall’uno a dall’altro, sarebbe stato fuori di ogni rigore storico; il lavoro consta quindi esclusivamente di impostazione quantitativa e il fine della ricerca è stato quello di contribuire a spiegare la ripresa ed il discusso take-off industriale in quegli anni. A questo si è aggiunto il tentativo di proseguire sul filo della frontiera industriale la creazione di uno Stato nuovo che fosse in grado di portarsi tra i paesi maggiormente industrializzati, la volontà di creare, partendo dalle povere risorse e dalle tante energie, una coscienza nazionale rinnovata.
Questa parte dello studio non può prescindere dall’analisi, anche se sommaria, dell’opera del primo presidente dell’E.N.I. e la sua vicenda personale così intrecciata con la vita dell’Ente di Stato, posto a presidio del settore dell’energia. Questo il capitolo della storia di Enrico Mattei meno discusso, con meno ombre.
Gli sviluppi di un mercato che aveva preso le mosse come risorsa “autarchica”, impostata sullo sfruttamento di una ricchezza del sottosuolo nazionale, rappresentano un cambio di mentalità al quale contribuiscono le due parti dello stesso attore economico: lo Stato Italiano. Fonti principali di questo lavoro sono quindi le Relazioni Programmatiche del Ministero delle Partecipazioni Statali e le previsioni ed i risultati conseguiti dall’E.N.I. intesa come impresa al tempo stessa autonoma e di Stato ed anche come entità dalle capacità e dal ragionamento autonomo. È questo il periodo in cui si gettano le basi di uno sviluppo straordinario e per i suoi contemporanei forse ingiustificato: il via ai progetti d’importazione, la diramazione delle infrastrutture per la distribuzione non più prevalentemente per usi industriali ma anche e soprattutto per usi civili. La partenza insomma di un processo non arrestabile, sia per gli ingenti investimenti necessarî sia per le ulteriori prospettive di sostituibilità del Gas Naturale ad altre fonti energetiche non rinnovabili.
Lo studio di progetti a lungo termine, e di così vasta portata, costituisce elemento essenziale della periodizzazione interna alla ricerca, che si divide in decadi, a loro volta abbinate. Dall’inizio della guerra civile del ’43-’45 quindi, alla morte di Mattei passando per la costituzione nel 1953 dell’E.N.I., dall’esperienza della Programmazione Economica, all’apertura del terzo ed ultimo fronte di importazione del metano.
La realizzazione del gasdotto dalla costa del Nord Africa attraverso il canale di Sicilia ed il suo collegamento sottomarino nello stretto di Messina alle dorsali di distribuzione nazionale, il Transmed, conclude la ricerca.
La possibilità che vi siano stravolgimenti legislativi sul mercato del Gas Naturale, seguendo dinamiche di liberalizzazione, da parte dell’Unione Europea, portati avanti in un settore centrale per l’economia -qual è quello delle fonti d’energia- sicuramente influisce sull’interesse per un avvenimento economico che da cinquanta anni ci spinge dalla periferia al centro d’Europa.

La carne degli angeli


Se la foglia piange e trema
Di fronte alla volontà di Dio
E Dio è combusto nell’universo,
se l’universo non è che una pallida idea
di ciò che ci darà la vita nuova
e la beatitudine,
che dire degli angeli
che si oppongono alla foschia delle genti,
al loro turbinio
al fumo della guerra
e che dissipano con un’arma celere
i falsi splendori di Satana?
Angeli battaglieri
che entrano nelle foreste delle passioni,
che tolgono le piante impure
e sradicano il male…
…Angeli in fuga verso la beatitudine,
angeli che scorrono
come l’acqua al di là dell’universo,
angeli che tornano a baciare
le labbra dimenticate.

Antipasto

Vol-au-vent ai peperoni, antipasto:

Ingredienti:
Olio di oliva
250g di carne magra tritata
1/2 cipolla piccola tritata
1/2 peperone tritato
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro o 2 cucchiai di passata
due stecche o 1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zucchero

Preparazione:
Riscaldate l’olio a fuoco vivo e fatevi dorare la carne e la cipolla per cinque minuti, abbassate il fuoco al minimo, aggiungete tutti gli altri ingredienti e continuate la cottura per altri cinque minuti. Togliete dal fuoco e fate intiepidire. Riempite i vol-au-vent con la preparazione e passate in forno già caldo prima di servire. La ricetta è sufficiente per 8-10 rustici, a seconda della grandezza del vol-au-vent.

Hoummos

Hoummos, purè di ceci, antipasto o contorno

Ingredienti:
400g di ceci in scatola
4 cucchiai di tahini, crema di sesamo
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 grossi limoni spremuti
2 spicchi di aglio spremuti
Sale q.b.

Mettete tutti gli ingredienti nel mixer tranne l’olio e passate per due minuti aggiungendo l’olio a filo fino ad ottenere una crema liscia.
Semplice, nutriente, saporito e gradevole si consiglia di servirlo in una ciotola formando un incavo al centro dove mettere dell’olio aromatizzato al peperoncino o alla menta e mangiarlo con pane arabo tagliato a triangoli o con grissini.

Amatriciana estiva

Mezze penne all’amatriciana estiva, open source

Ingredienti per una coppia con bambini:
350g di mezze penne (preferiamo le rigate)
Due o tre grappoli di pomodori di collina
200g di guanciale a fette sottili
100g di ricotta salata
Olio di oliva
1 spicchio d’aglio
1 peperoncino piccante
4 foglie di basilico
Sale e pepe q.b.

Preparazione:
Mettete a bollire l’acqua salata. Pulite il basilico. Lavate i pomodori e strizzateli leggermente per toglierne l’acqua di vegetazione ed i semi. Friggete in padella le fette di guanciale fino a che non sono croccanti, scolatene il grasso e mettetele da parte per poi romperle in pezzi. Scaldate poco olio, mettete l’aglio in camicia, il peperoncino e a fuoco vivo saltate i pomodori per un paio di minuti quindi aggiungete le foglie di basilico spezzate e ritirate dal fuoco. Cuocete la pasta, scolatela e servitela in tavola condita con i pomodori, dai quali avrete ritirato l’aglio, il guanciale e la ricotta salata in scaglie. La ricetta è sconsigliata a chi vuole che la sua porzione di pasta sia di cento grammi. L’aglio – per i puristi – si può eliminare. La ricotta salata – sempre per gli abitanti del nord del Lazio – può essere sostituita con del pecorino di Pienza che sul finire dell’estate da il meglio di se.