Piuttosto che primule e gerani
asfalti spinosi e succulente
sempreverdi legni d’allumino.
Invece parchi, giocosi ed esosi
spettatori muti della truffa
economicisti dell’impiego sferico
pesci grossi dei mari chiusi.
Teorema d’incompletezza d’ogni ciclo:
la domenica mattina, la vita sana
una tisana, la bici, Nico e la banana
o Yekaterina Kuskova nei romanzi d’amore.
L’etica della decrescita
la ricrescita dal parrucchiere, il futuro.
Il design che rimarrebbe
è di Piano, della tua mano
sul tuo viso fotografato
– come pendolo, di Charpy –
l’incrudimento impedente
l’antinomia del necessario.
Si è girato e mi hai svegliato.
Quindi del capo chino e della rabbia all’amo
della sciarpa ai saldi con l’equinozio più vicino
o del sole che tramonta e del cuore in fumo.
Dei natali lontani, delle risse viste da bambino.
Non potendo l’atarassia, tento la resilienza
e, al Beaubourg, franca, una menade che danza.
Una cosa vecchia, con un vestito nuovo: Aporia del nonpensiero – Alessio Zanardo

