Una pausa di riflessione.

Con certe persone.

Certo, è una conclusione.

 

Mia cara

Vorrei versi sorridenti

ma tu, mi senti?

 

???

Sei una bella casa, grande, su una via alberata di un bel quartiere. Magari avrai pensato fosse stata mia l’idea di sposarti, io, però, ti ho conosciuta prima di incontrarti. Eri allora, per me, lucciola e lanterna di una Grecia eterna. Hai poi di nuovo chiuse le tue porte sulla mia sorte. E c’era ancora da pagare per quelle tue finestre affacciate sul mio andare. Se non mi vuoi amare, almeno lasciami fare, volevo, pensavo senza dire. Quasi dimenticavo quel che in realtà oggi volevo ribadire: superficiale non è il mio scherzare dell’amare ma il tuo fingere di sognare. Ho cambiato cappello, ti penserò in riva al mare.

 

La circonvallazione

Ho moglie, ha morte

Ha sue doglie senza sorte

Abbia mano e occhio, porte

Abbia un lavoro, un chiosco

Di granite. Mani quotidiani

Silenti clienti, cittadini.

Baci. Braccia contanti

Pago i denti, edera

e foglie sante.

Grazie.

Grazie tante.

E poi che volete.

Sorrido, capirete.

Si, dice, come no!

Vernice tossica quella

Che vi fa veder la stella

Una sola e vostra, e bella

Mentre grida sfinge e spinge

 

Pois

All???una di notte

Bella di giorno

non dici ritorno

 

Caterina Gallimard

Mar di Marmara

Bar, e Claudia gens

 

Sabaudia in jeans

Ostia

Aspetto solita, sabbia

quella verità che già ho mosso

l’amo – è rabbia. E posso.

 

Do ut des

Se è possibile

improbabile

l’insopportabile

  

Se è probabile

impossibile

l’inesprimibile